Il caso Cancellieri non è un caso. Anch’io tre anni fa a Messina ho contribuito alla scarcerazione di un detenuto anoressico recluso al penitenziario Gazzi. Non si riusciva a farlo uscire e incaricai un medico di una consulenza che stabilì, dato che era alto un metro e 75 e pesava 35 chili, che le sue condizioni non erano compatibili con il regime carcerario”. L’ex garante dei detenuti siciliani, Salvo Fleres, spiega così il suo punto vista sulle polemiche che hanno colpito il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, accusata di aver favorito Giulia Ligresti, arrestata il 17 luglio nell’ambito dell’inchiesta torinese su Fonsai, per l’ottenimento dei domiciliari.

Fleres da due mesi non è più il garante dei detenuti siciliani perché l’incarico è scaduto. In questo momento il ruolo è vacante perché il governatore Rosario Crocetta, che oggi ha difeso in diretta televisiva la Guardasigilli, non ha ancora scelto se confermare l’ex deputato catanese o scegliere qualcun altro. Intanto continuano ad arrivare le richieste di intervento. “In questi due mesi – sostiene Fleres – mi sono arrivate circa 400 segnalazioni da parte dei detenuti o dalle loro famiglie. Io però adesso non ho più i poteri per intervenire in modo efficace e in Sicilia non c’è nessun altro che può farlo”.

L’ex garante dei detenuti è convinto che serve l’intervento di un soggetto estraneo all’amministrazione della giustizia che è spesso autoreferenziale e bloccata dalla burocrazia. “Il garante – spiega Fleres – ha la funzione di garantire la correttezza perché il nostro sistema giudiziario non è sempre carente. alcuni hanno detto bisogna avere il numero del ministro, no basta avere quello del garante ma in Sicilia al momento non c’è”.

Sono inoltre decine casi giudiziari sollevati dall’ufficio del garante contro le amministrazioni penitenziarie scaturite dalle denunce sulle carenze del sistema carcerario siciliano. Casi che sono caduti nel nulla perché Fleres non ha più titolo per presentarsi alle udienze.