Nella passata stagione è stato accostato più volte al Catania, una sua visita allo stadio Massimino aveva, persino, fatto presagire il suo arrivo come direttore sportivo. Alla fine il matrimonio tra Giorgio Perinetti, ex direttore generale del Palermo, e il Catania non si è fatto. E‘ inutile fare dietrologia, ma, nello stesso tempo, è impossibile non pensare che con Perinetti tutto quello che è successo si sarebbe potuto evitare.

Meglio non spingersi in supposizione e provare a guardare al futuro: un futuro in cui, chissà, potrebbe anche riproporsi la possibilità di vedere Perinetti a Catania. L’ex dg rosanero, contattato telefonicamente dalla nostra redazione e stuzzicato sull’ipotesi di ripartire da Catania, anche dalla Lega Pro, precisa subito di non essere uno sciacallo in cerca di poltrone.

“Le rispondo indirettamente ricordando che sono passato dal Napoli al Palermo, con i rosanero in C. Dalla Juventus al Como, con i lombardi in C. La Lega Pro non mi spaventa, ma sono i progetti a convincermi. Preciso subito che non voglio fare lo sciacallo. Io mi auguro che il Catania possa chiarire le sue posizioni, evitare sanzioni molto pesanti e possa andare avanti. Io sono per il lavoro e per i progetti importanti, a prescidendere dalla categoria. Ma ripeto, non voglio fare lo sciacalletto che augura le disgrazie altrui”.

Facendo un passo indietro, che idea si è fatto del “Caos Catania”?

“Prima di giudicare, prima di farsi un’idea bisogna aspettare che si faccia chiarezza sulla vicenda. Bisogna sentire anche la parte che oggi è sotto accusa. E’ naturare una certa sorpresa vedendo come certi passaggi appaiono assolutamente espliciti. Ripeto, però, che bisogna dare la possibilità agli indagati di spiegare, di dire la propria”.

Il quadro che emerge dalla intercettazioni, però, sembra chiaro e ci presenta un campionato di Serie B falsato. Lei che lo ha disputato e vinto, si sarebbe mai aspettato una situazione simile?

“Certe volte la disperazione porta a compiere passi inconsulti. Passi che non si dovrebbero mai tentare. Sorprende e non poco l’ingenuità apparente di questo tipo di movimentazione. Anche per questo dico che è meglio aspettare”.

Domanda al dirigente calcistico. I tifosi del Catania cosa devono aspettarsi: si parla di Lega Pro, ma anche di radiazione.

“Quando sono coinvolti i massimi vertici della società, i regolamenti prevedono pene assolutamente dure. Allo stato di ciò che si evince in questo momento la retrocessione può essere una sanzione dura, ma inevitabile. Ancora è presto per esprimersi in tal senso, siamo alle prime letture. C’è ancora da fare un processo”.