“E’ stato chiesto un rinvio dal Governo per approfondire la questione poiché vorremmo che per un atto così importante e significativo ci fosse maggiore consapevolezza del territorio su come sarà la nuova Camera di Commercio e su quali saranno i bilanci”. Replica così a BlogSicilia il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione, ai ‘sospetti’ avanzati stamane dai vertici regionale di Confcommercio sulla mancata fusione delle Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa.

L’esponente di Ncd, chiamato in causa assieme alla collega sottosegretario Simona Vicari dal numero uno di Confcommercio Sicilia, Piero Agen, rilancia:  “C’è sempre più il convincimento che in questa città sia impossibile intervenire su una questione di grande rilevanza ed interesse per la comunità catanese, per il nostro territorio e per l’aspetto economico e sociale che essa riveste”.

“Penso in questo senso – aggiunge Castiglione – alla richiesta del governo di rinvio della delibera di accorpamento della Camera di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa. Per questo si è addirittura scomodata la visita del Presidente Napolitano a Catania, si sono messi in campo i dati Svimez, si sono denunciate pesanti intromissioni della politica”.

Il sottosegretario all’Agricoltura ricorda che “la legge per un atto così importante, portato avanti dalla Camera di Commercio etnea, prevede la maggioranza dei due terzi del consiglio camerale. Invece, anche questo argomento, è stato affidato a commissari inviati dalla Regione per i quali nutro la massima stima”.

Così Castiglione si chiede: “E’ mai possibile che su un argomento così importante non vi sia un dibattito pubblico, alla luce del sole? Personalmente sono del tutto favorevole all’accorpamento delle Camere di Commercio. Anzi, come mai analoga delibera del commissario ad Acta della Camera di Commercio di Messina che prevedeva l’accorpamento a Catania, Siracusa e Ragusa non è stata presa in considerazione? Non è forse la solita diatriba fra organizzazioni? Ribadisco come siamo favorevoli all’accorpamento e alla riduzione dei costi. La nuova Camera, non va dimenticato, sarà titolare del 62,50% delle azioni dell’Aeroporto di Catania e quindi il vero motore dello sviluppo economico del nostro territorio”.