“Vista la delibera di apprezzamento del 2 luglio 238/2013 che subordinava l’incremento di nuovi posti letto all’avvenuta realizzazione della nuova struttura Humanitas e ai vincoli delle disposizioni normative del settore sanitario “emanate ed emanande”, nell’ambito di un progetto di investimento di 80 milioni di euro realizzato per impedire la migrazione di pazienti dalla Sicilia verso i centri Humanitas della Lombardia, la Giunta ha rilevato che le nuove direttive ministeriali non consentono alla Regione Siciliana di incrementare i posti letto per acuti a favore della sanità privata. Considerata pertanto l’inattuabilità dell’incremento di nuovi posti, ha deliberato di bloccare ogni accreditamento di nuovi posti letto per acuti privati e quindi di ritirare la delibera 238 relativa all’Humanitas perché inattuabile”.

Poche parole diffuse con una nota del Presidente della Regione mettono fine al caso Humanitas. O almeno mettono fine alle polemiche fra il Ministro della Funzione Pubblica Gianpiero d’Alia e gli uomini del suo partito, l’Udc, e governo della Regione al quale la revoca della delibera era stata chiesta con insistenza pena l’uscita del partito dalla maggioranza.

Crocetta ha, dunque, ceduto a D’Alia  (“O Crocetta revoca la delibera Humanitas o usciamo dalla giunta”), ed alle pressioni di una parte della stampa che era giunta a dargli del bugiardo ma ha così, di fatto, tolto anche l’alibi agli alleati per proseguire sulla strada della lite o per avviare una ricollocazione a destra di una parte di questa risicata maggioranza.

Vittima sull’altare della politica resta l’investimento per la nuova clinica di Misterbianco che comunque, dice Crocetta, non avrebbe potuto ottenere in nessun caso l’accreditamento di 50 nuovi posti letto per acuti. Una posizione, in realtà, già espressa, con toni meno perentori come è nel suo stile, dall’assessore alla salute Lucia Borsellino.

Ma tolta dal fuoco la vicenda Humanitas l’attenzione probabilmente si sposterà, già domani, sulla vicenda precari, altro fronte di probabile scontro. Al di là delle smentite ufficiali o delle precisazioni di merito, la battaglia è fra Udc e Articolo 4.

Proprio sulla stabilizzazione dei 20 mila precari siciliani, il ministro della Funzione pubblica ha mostrato nel corso di queste settimane posizioni quanto meno contraddittorie. Prima si era detto “favorevole”, nel senso che non si sarebbe opposto, all’emendamento presentato in Senato che prevedeva la proroga dei contratti dei siciliani, in scadenza il 31 dicembre prossimo. Poi, dopo l’intervento del ragioniere dello Stato e la bocciatura dell’emendamento, il ministro ha usato parole dure nei confronti dei politici siciliani che attaccavano il governo. Quindi ieri ha “offerto” la soluzione dell’applicazione del decreto legislativo 101 per la stabilizzazione dei precari siciliani che – appare chiaro  a tutti – per i forti vincoli previsti non riuscirà facilmente ad essere applicata nell’Isola.

Tant’è che anche su questo argomento, l’Udc (prima della revoca della delibera Humanitas) ha oggi chiesto una verifica concordata in un apposito vertice di maggioranza.“Chiediamo che si riunisca al più presto un vertice di maggioranza sulla questione dei precari, sul riassetto delle province e sulla vicenda Humanitas (quest’ultima ora superata ndr), in particolare sulle dichiarazioni che il presidente della Regione ha reso alla stampa e che noi non abbiamo apprezzato”, dice Lillo Firetto. “In particolare l’indicazione che viene dall’Udc su questi argomenti -aggiunge- è che si approvi la legge sui precari entro il 31 dicembre e si proceda ad unificare i testi attualmente in prima commissione sul riordino delle province, anche questa un’emergenza che va regolamentata entro l’anno”.

E in serata la polemica a distanza fra D’Alia e Leanza ha vissuto un altro momento sui social network.  Ad innescare la polemica è stato il ministro D’Alia che  rispondendo alla domande dei cronisti che gli chiedevano prima del vertice se in giornata avrebbe incontrato l’ex alleato Leanza, ha risposto: “Leanza chi?”. In serata, via Twitter è arrivata la replica dell’ex vicepresidente della Regione siciliana che, rivolgendosi indirettamente a D’Alia, senza mai citarlo, scrive: “Leanza è colui che lo invita ad un confronto pubblico su dieci mesi di Udc e un anno di governo. Scelga lui luogo, data e moderatore”. Già nei giorni scorsi, sempre su Twitter, Leanza aveva criticato duramente il ministro Gianpiero D’Alia scrivendo: “Incredibile come i pregiudizi, la superbia e l’incapacità del ministro D’Alia mettano a rischia i 20 mila precari siciliani. Senza parole”.