“Non sono disposta a fare l’anatra zoppa”. E’ questo il pensiero del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri , espresso in un colloquio con il Sole24Ore, sulla vicenda Ligresti. “La politica – spiega – faccia tutte le scelte che vuole, segua le strade che vuole, purchè non sulla mia pelle”.

“Sono tranquilla – aggiunge il ministro – anche per domani perchè racconterò la verità e chi ha onestà intellettuale non farà fatica a comprendere. Certo, sarà più complicato, perchè si sono intrecciate mistificazioni e falsificazioni. Dovrò combattere contro la menzogna”.

Accusa il colpo, il ministro di Giustizia, Annamaria Cancellieri, che avverte di essere finita al centro di giochi politici. Sono ormai alcuni giorni che si difende, che prova a spiegare i ‘limiti’ (dei quali e’ ben consapevole) che un servitore dello Stato sa di non dovere mai superare: ‘Non sono mai venuta meno ai miei doveri. Non lo farei per un amico e neppure per un fratello'”.

Lo scrive La Stampa che prosegue: “Ma Annamaria Cancellieri vede attorno a se’ crescere una strumentalizzazione politica. E prova a rilanciare: ‘Non potro’ mai essere un ministro dimezzato perche’ devo affrontare problemi delicatissimi e lo posso fare solo nel pieno delle mie funzioni. Rivendico piena dignita’ e rispetto’. La sfida del ministro e’ chiara. ‘Voglio che il governo Letta vada avanti per il bene del Paese’. Bisogna crederle, convincersi che lei ha agito nel rispetto delle regole.

E oggi portera’ fatti e numeri che sono dalla sua parte. Raccontera’ delle 110 segnalazioni al Dap in tre mesi – 50 della mia segreteria, il resto mie con appunti scritti e segnalazioni telefoniche – e di tutte le altre giunte da altre fonti. Delle segnalazioni dei detenuti di Siracusa, Roma, Firenze il cui esito lei non potra’ raccontare semplicemente perche’ lei non sa?”