Solo 23 milioni di euro! Somme appena sufficienti a coprire le esigenze minime per il 2013 secondo l’assessorato regionale alle politiche sociali, probabilmente insufficienti secondo il sindacato.

Tanto giungerà in Sicilia dal Ministero delle Politiche Sociali per la cassa integrazione in deroga. E’ stato, infatti, firmato oggi pomeriggio dal Ministro, Enrico Giovannini e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, il decreto che assegna alle Regioni e alle Province autonome le risorse per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali.  E’ quanto si legge in una nota del Ministero in cui si aggiunge che è stato firmato anche il decreto che assegna circa 287 milioni della riprogrammazione dei Fondi Strutturali 2007-2013 alle quattro Regioni di convergenza (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia), cosi’ come previsto dalla Legge 228/2012.

Dei 550  milioni di euro previsti lo Stato ha deciso di distribuirne solo 500. Già a luglio in attesa di fondi il  ricorso alla cassa integrazione era stato stoppato con grande preoccupazione sindacale. 

Una boccata d’ossigeno per i lavoratori delle tante aziende in crisi ma le risorse sono estremamente risicate. A conti fatti a fronte di una esigenza per il 2013 stimata dai sindacati in in 200 milioni di euro per coprire tutte le richieste delle aziende in crisi, la Sicilia potrà contare, nel complesso su 183 milioni di euro. I fondi sono, infatti, i 108 milioni di euro di risorse PAC che la Sicilia ha deciso di utilizzare per gli ammortizzatori in deroga, i 52 milioni impiegati fino a luglio ed i 23 aggiuntivi stanziati oggi, totale, appunto, 183.

“Secondo i nostri calcoli le risorse saranno sufficienti a coprire l’esigenza 2013 – dice l’assessore regionale al lavoro Ester Bonafede”. D’Altra parte la Bonafede era sempre stata ottimista.  “Ma il dato preoccupante è un altro – continua l’assessore -. Tecnicamente si chiama tasso di tiraggio e corrisponde alla percentuale di aziende che a conclusione del periodo di cassa integrazione richiede di proseguire con gli ammortizzatori sociali perché non è riuscita a riprendere l’attività. Questo indicatore, per la prima volta nella storia, non scende, anzi si attesta al 98%”.

Una preoccupazione non da poco. Questo significa che la crisi morde a tal punto da impedire alle aziende la ripresa della produzione. “Sarà un problema grave da affrontare per il 2014”.

I conti nel dettaglio bisognerà farli in questi giorni visto che per una tabella aggiornata dagli uffici di via Imperatore Federico attendono la notifica del decreto ufficiale. Bisogna, poi, raccogliere i dati province per province visto che da quest’anno la contrattazione è stata provincializzata. Solo dopo sarà possibile comprendere appieno la situazione che si va a determinare.

In realtà la situazione è molto difficile. I conteggi sulla cassa integrazione si fanno sulla base dell’erogato nell’anno precedente. Questi i dati di base in Sicilia: nel corso del 2012 la cassa integrazione è costata, in Sicilia, poco più di 200 milioni di euro. Il 2013 vedeva, già a marzo ultimo dato rilevato e comunicato alle parti sociali, un incremento percentuale sia dei lavoratori che delle ore di cassa integrazione. Rispetto ai primi tre mesi del 2012, quando erano state autorizzate 9.640.839 ore di cassa integrazione, a marzo del 2013 si era già raggiunta quota 10.135.093 ma l’incremento è stato così repentino da far temere che la differenza possa essere a fine anno ben più marcata. Basti pensare che in Sicilia a marzo sono state autorizzate 4.839.882 ore di casa integrazione rispetto alle 2.239.850 di febbraio. Ma i dati dell’osservatorio della uil sono ancora più preoccupanti guardando alla cig in deroga. Se la cassa integrazione straordinaria è raddoppiata, quella in deroga è addirittura quasi decuplicata passando da 210.678 a 1.905.615.

“Non appena avremo in mano dati precisi, probabilmente già la prossima settimana, convocherò i sindacati per rappresentare loro la situazione e per affrontare anche il tema ‘tiraggio’ ed i rischi che ciò comporta per il 2014”.