Potenza della forza centripeta, ovvero, superare quegli steccati che negli ultimi venti e passa anni, quelli dell’era berlusconiana, hanno diviso quanti fossero pro o contro il Cavaliere di Arcore. Se nel 1994, infatti, Silvio Berlusconi pose quell’immaginaria linea Maginot fra i cosiddetti comunisti da una parte e i moderati dalla sua, nella seconda parte del 2013 non è più così.

I ‘responsabili’ 40-50 enni di matrice ex democristiana che per certi versi hanno determinato la continuazione del governo Letta, uscito vincitore, hanno probabilmente posto le basi per la rifondazione di quella casa dei moderati che guardando al partito Popolare europeo, potrebbe inaugurare una importante nuova fase della politica italiana con tanti saluti a Forza Italia, agli ‘isterismi’ e agli ‘estremismi’ degli ultimi tempi.

A confermarlo, di fatto, in una corposa intervista a BlogSicilia è Giuseppe Castiglione che nel giorno dei suoi ‘primi’ 50 anni, oltre alle torte e alle pacche sulle spalle, ha fatto confluire in un noto albergo catanese la propria base elettorale per ribadire un pensiero che evidentemente è condiviso da una generazione politica, quella come detto dei 40-50 enni del calibro di Alfano, di Enrico Letta, Lupi, Quagliarello, Formigoni o Franceschini. Quella classe dirigente, insomma, che percepisce meglio di altri quanto la linea di successione di Berlusconi, con tutto quello che ha comportato, sia praticamente alle porte.

“Siamo felici -esordisce Castiglione- che tutto il partito, che tutto il Pdl, abbia dato la fiducia al governo Letta e c’è voluta la responsabilità e l’autorevolezza di Berlusconi per convincere che la nostra non era una tesi isolata. La soluzione traumatica sarebbe stata devastante per gli interessi generali del Paese”.

Una scelta di grande responsabilità e continua la grande coalizione?

“Perchè è così difficile da comprendere? In Germania, per 5 anni, hanno governato il Pse, l’Spd e la Cdu. Poi hanno fatto le elezioni, alla Merkel mancavano 4 voti e non 50 ma lei ha scelto di fare la grande coalizione. Perchè in Italia è tutto complicato? Abbiamo agito con grande responsabilità, uscendo fuori dagli schemi e mettendo in pratica la vera politica. L’alta politica per il bene del Paese”.

Attestati di stima comunque ne avete avuti… 

“Tantissimi. Grande affetto, vicinanza e conforto non solo da nostri militanti. Tanti sms e telefonate mi sono arrivate dall’area cattolica del Pd, da Scelta Civica, dall’Udc. Non parlo di somme di sigle ma questo fa capire che deve maturare una grande idea, un grande progetto”.

Tornando al Pdl non ci sono e non ci saranno gruppi diversi nel vostro partito?

“Non ci sono due gruppi. Lavoriamo per l’unità del Pdl, un Pdl che ha un leader che si chiama Angelino Alfano”.

Con quale prospettiva?

“Se il Pdl sarà un partito che ha un forte riferimento in Europa che si chiama Ppe e se il Pdl continuerà ad essere un partito che aggrega, non possiamo non dare voce a questa grande area dei moderati”.

Come?

“C’è un grande lavoro da fare. In quest’ultima convulsa settimana abbiamo registrato come Confindustria, le categorie artigiane, produttive e dei commercianti compravano pagine di giornali per dire no alla crisi di governo. Poteva mai essere normale, dall’altro lato, che un partito moderato dicesse no alla stabilità dell’esecutivo?”

E dunque?

“Se qualcuno pensa di far scadere il nostro partito nella diatriba e nella rissa costante e quotidiana per occupare posti di responsabilità, noi non saremo disponibili. Da questo punto di vista ci sembra assolutamente superato il progetto di Forza Italia che non serve per superare le istanze di cambiamento.  A questo punto dunque penso alla nascita di un nuovo soggetto politico ma è tutto in divenire. Nel prossimo futuro immaginiamo un grande riferimento al Ppe e al Pse. Penso che in futuro vedremo una bella pagina di politica se da un lato ci sarà Alfano e dall’altra Renzi. Mi pare che la prospettiva sarà proprio questa”.

Per concludere, alla fine tornerà la Dc?

“Ritornare a Forza Italia, alla Dc, al Pci sono formule che non funzionano. Bisogna guardare ad un nuovo soggetto come dicevo priima. Un soggetto che abbia grandi elementi di democraticità all’interno, che stia dentro quella grande famiglia dei popolari europei…”.

Uno sguardo finale alla Sicilia, un suo pensiero

“Siamo all’opposizione. Ma se Crocetta, una volta tanto, uscisse dalle sue continue dichiarazioni ai media e presentasse dei disegni di legge, degli atti, dei progetti in tema, ad esempio, di situazione finanziaria degli enti locali,  legge di stabilità, acqua, rifiuti, energia pittosto che assetto istituzionale, noi saremo pronti alla responsabilità perchè anche nell’Isola è tempo di scelte politiche importanti…”.