Sarà Eugenio Bennato ad aprire il 2016 in piazza Duomo a Catania. L’artista partenopeo, che da sempre canta il sud e le declinazioni in musica del meridione, presenterà ‘Canzoni di contrabbando’, un concerto che si ispira all’antologia che uscirà in gennaio.

Oltre a Bennato sul palco ci saranno altri artisti, quasi tutti catanesi: i Crabs, Antonio Monforte, i Babil On Suite, le Malmaritate e IPercussonici.

Nel cartellone della ricca Rassegna natalizia del Comune di Catania ci sono concerti di musica, spettacoli teatrali, appuntamenti letterari, undici presepi monumentali in altrettante chiese, anche nelle Municipalità. Inoltre, dal 26 al 30 di dicembre, nel centro storico, si svolgerà il “Catania Xmas Festival” degli artisti di strada.

Questo prevede esibizioni, coordinate dall’Associazione Fare Musica di Sortino, del Corteo Aragonese di Randazzo, con oltre cinquanta figuranti, dei Tamburi di Buccheri, della Compagnia La Giostra, della Compagnia Tracchete di trampolieri, del Circo Storto, del Circo equilibristi squilibrati il Riccio, degli Sbandieratori di Paternò, di Acqua e Fuoco.

Del programma fanno parte anche esibizioni di zampognari e, il 26 di dicembre, la ripresa della tradizione dei “nanareddi” con musiche e nenie natalizie.

Sulla manifestazione di Capodanno, Giuseppe Castiglione, capogruppo di Grande Catania, è critico “Considero eccessivo l’impiego di 100.000 euro per una singola, seppur importante, manifestazione come quella di piazza Duomo della durata di alcune ore”, dice in una nota.

“Insieme a tanti componenti dell’opposizione ci chiediamo se non era meglio utilizzare questo denaro attraverso la realizzazione di più eventi ottimizzando così la spesa economica e operando con l’oculatezza di chi sa gestire bene le risorse di una grande città come Catania. Già – conclude – in passato questa maggioranza ha dato dimostrazione di non saper cogliere le reali esigenze del territorio agendo senza confronto oppure senza ascoltare le diverse componenti politiche e sociali come nel caso di piazza Federico di Svevia oppure di Corso Delle Province. Oggi centomila euro rappresentano uno spreco che la città non si può permettere”.