L’hanno definita una scelta “dolorosa, ma necessaria” e sono pronti a non demordere rimanendo fermi sulle loro posizioni, fino a quando non vedranno che almeno una delle loro richieste sarà accolta. I supporter etnei restano sul piede di guerra, decisi nel continuare la loro pacifica forma di protesta nei confronti di una società che definiscono “arrogante”, e che secondo loro “sta mettendo a serio rischio il futuro del Catania Calcio”.

A 24 ore dall’ennesima riunione che ha visto radunarsi i tifosi dei gruppi organizzati in piazza Dante, resta una certezza: “la mobilitazione continua a oltranza”, ma cambia la forma di protesta.

I tifosi entreranno alla stadio in occasione del prossimo match casalingo degli etnei, il 23 gennaio contro la Pro Vercelli alle ore 20:30, e protesteranno dalla Curva Nord – la loro casa – con l’obiettivo di far sentire “alta la voce dei 7mila della Nord”. Una protesta che sarà divisa in due parti: dal primo al quarantacinquesimo minuto, i supporter etnei staranno nell’anti-stadio esprimendo attraverso cori precisi il loro disappunto. Nei secondi 45 minuti, invece, siederanno nei loro gradoni continuando ad esprimere il loro malcontento.

Cosa lamentano i tifosi? Perché continuano a protestare? Perché si sentono presi in giro?

I supporter dei gruppi organizzati contestano in primo luogo la figura di Pablo Cosentino, colpevole secondo loro di non essere stato in grado di mettere insieme una formazione competitiva, che potesse immediatamente lottare per il ritorno della massima serie. Altrettanto discutibile, secondo i tifosi etnei, la scelta di continuare a puntare su Giampiero Ventrone, come preparatore atletico dopo i 28 infortuni muscolari registrati in questa prima parte di stagione.

Inspiegabile, poi, il perpetrato silenzio del presidente Nino Pulvirenti, che si, è tornato a parlare appena 4 giorni fa, ma l’ha fatto solo con una nota attraverso il sito ufficiale. Infine, ritengono inaccettabile la decisione di far svolgere per l’intera stagione gli allenamenti a porte chiuse, tant’è vero che nei prossimi giorni si organizzeranno per incontrarsi proprio nei pressi del centro sportivo e chiedere la possibilità di prendere parte a un allenamento.

Questa è solo una delle forme di protesta che i tifosi etnei hanno organizzato: nei prossimi giorni, infatti, si riuniranno ancora per decidere come procedere. Obiettivo è quello di continuare a manifestare almeno per i prossimi 20 giorni che definiscono decisivi: quelli cioè che separano dalla data di chiusura del mercato invernale.