Non si placano le polemiche tra Catania e Crotone, nonostante siano già passati due giorni dall’infuocato match del Massimino. È ancora guerra dopo la partita di lunedì sera, che tra discutibili decisioni arbitrali (agli etnei sono stati negati due rigori netti) si è chiusa sull’1-1. Le due società si sono scontrate nuovamente, stavolta, in maniera verbale affidando le loro parole a due comunicati ufficiali.

A scagliarsi per primo contro l’amministratore delegato degli etnei, Pablo Cosentino, è stato il dirigente del Crotone Gianni Vrenna, analogo del direttore argentino, che tramite una nota diffusa dall’ufficio stampa dei rossoblù ha voluto prendere una posizione sullo sfogo di lunedì sera di Pablo Cosentino nel tunnel che conduce agli spogliatoi prima e in sala stampa dopo.

In merito all’atteggiamento minaccioso dell’ad del Calcio Catania, Pablo Cosentino, assunto durante l’intervallo e alla fine della gara Catania-Crotone dello scorso 16 febbraio, e in riferimento alle sue dichiarazioni esternate in conferenza stampa – evidenzia nella nota, Gianni Vrenna – ci teniamo a precisare che a prescindere dal risultato della gara, non può e non deve capitare quello che è invece successo al ‘Massimino’… Il signor Cosentino non può assumere atteggiamenti minacciosi ed intimidatori nei confronti della nostra dirigenza e penso che avrebbe meritato una sanzione maggiore rispetto a quella che gli è stata applicata”.

Il riferimento è all’inibizione a ricoprire cariche ufficiali e a rappresentare la società in ambito federale, decisa dalla Lega nei confronti di Pablo Cosentino, fino al prossimo 30 aprile.

“Gli arbitri – continua la nota del Crotone – sono una componente essenziale del nostro gioco ed è giusto, che ognuno possa svolgere con la massima serenità il proprio lavoro. Questo non vuol dire che anche nel recente passato non ci siano stati degli episodi che mi hanno lasciato con l’amaro in bocca (…), ma non mi sono mai permesso di chiamare al telefono il numero 1 della Lega Serie B, Andrea Abodi, per lamentarmi dei torti subiti”.

“Un plauso – afferma ancora, Gianni Vrenna- rivolgo, invece, alle due tifoserie, che si sono comportate in modo egregio sugli spalti dimostrando passione, sostegno e civiltà. Il Football Club Crotone, ha sempre impartito lezioni di civiltà e maturità quando gioca tra le mura amiche, accogliendo in modo eccellente le dirigenze delle squadre ospiti”.

“L’educazione allo sport – conclude l’ad rossoblù- ed in questo caso al calcio, è un valore che deve essere perseguito da tutti, e noi società sportive siamo le prime a dover dare il buon esempio perché il calcio è sinonimo di passione, divertimento e socializzazione”.

Laconica la risposta della società etnea, affidata a un ulteriore comunicato stampa di poche righe.

Il Calcio Catania non accetta insegnamenti in termini di ospitalità e lealtà sportiva da parte di nessuno, tantomeno dal signor Vrenna, e respinge totalmente le accuse avanzate con un comunicato stampa, diffuso ieri, dal Crotone Football Club”, precisa la società di via Magenta, svelando anche di aver riscontrato numerosi danni allo spogliatoio destinato ai giocatori calabresi.

Abbiamo inoltrato richiesta di risarcimento per i danni arrecati alla struttura dello spogliatoio ‘ospiti’ dello stadio Angelo Massimino da parte dei tesserati del Crotone – conclude la società rossoazzurra – Su questi presupposti, le ‘lezioni di civiltà e maturità’ da parte della società calabrese sono evidentemente smentite dai fatti”.