Catania è una delle sette piazze italiane con Palermo, Cagliari, Nuoro, Bari, Roma, Milano e Aosta in cui oggi si svolgerà la manifestazione nazionale del settore scuola, contro la riforma del Governo Renzi.

Lo sciopero è stato organizzato contro il disegno di legge cosiddetto ‘La buona scuola’ che nelle settimane scorse è stato in esame alla Settima commissione della Camera (Cultura, Scienza e Istruzione) e che ora è alla Camera dei Deputati.

“A Catania arriveranno almeno 30 pullman da tutta la Sicilia orientale, Messina, Siracusa, Ragusa, Enna e Caltanissetta,  noi aspettiamo soprattutto le famiglie, gli studenti, ci saranno anche i dirigenti scolastici”. Ha annunciato Antonella Distefano, segretaria generale Flc Cgil Catania, insieme con i sindacalisti di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Snals e Gilda che hanno spiegato le modalità e le motivazioni dello sciopero generale della scuola.

Catania è una delle sette piazze in cui si svolgeranno cortei. Il punto di raccolta sarà piazza Europa, la partenza del corteo è prevista per 9, un lungo serpentone che si snoderà per tutto il corso Italia, viale XX Settembre fino a Piazza Roma, dove è stato allestito un palco per il comizio. Sono attesi per domani alcune presenze del nazionale e regionale. Per la Flc Cgil Giusto Scozzaro, segretario regionale,per la Cisl Rosa Mongillo, della segretaria nazionale, e Giuseppina Di Giacomo Snals, Giacomo Parisi, segretario generale Uil.

“Con questa riforma l’Italia rischia di non avere più una scuola – ha detto Antonella Distefano – i dirigenti scolastici saranno dei manager di una azienda che assumono personale attingendo a una albo regionale con la scelta dei curricula piuttosto che facendo scorrere le graduatorie. Si va verso la privatizzazione e la esternalizzazione di alcuni servizi: basti pensare che nel ddl non c’è una sola riga che riguardi il personale Ata. E mancano anche i decreti delegati alla collegialità”.

“Non è una riforma è un meccanismo che mira a destrutturare la scuola pubblica, non ci sono risorse e si spaccia per assunzioni le immissioni in ruolo a cui il governo è obbligato per sentenza europea” ha sottolineato Filippo Tortorici, Gilda.

“La buona scuola la fanno i docenti e gli alunni,questa riforma non è una riforma per questo in piazza ci aspettiamo tanti genitori e tanti ragazzi” ha aggiunto Salvo Mavica, Uil Scuola. “Non ci aspettiamo certo i politici,se vogliono darci una mano- ha commentato Giuseppe Denaro, Cisl Scuola – non votino ildecreto in Parlamento”.

“Non era mai avvenuto in settant’anni di Repubblica che un governo unilateralmente portasse avanti una riforma senza aprire una concertazione con i sindacati- ha concluso Giovanni Tempera Snals – ma non potrà andare lontano perché tutte le riforme camminano sulle gambe delle persone le devono applicare”.

(nella foto il corteo a Catania)