Rimboccarsi le maniche per realizzare la scuola che vorrebbero. È questa la scelta degli studenti del Liceo Scientifico Boggio Lera di Catania, che hanno pensato di mettere da parte i libri per un pomeriggio e dedicarsi tutti insieme alla pulizia della propria scuola.

Accade nella sede succursale “Leonardo Grassi”, in corso Indipendenza, dove ogni giorno gli studenti si recano per frequentare le lezioni e dove, così come in ogni scuola, non c’è molto rispetto per il luogo: cartacce per terra, anziché nei cestini, impronte di scarpe e dichiarazioni d’amore sui muri, nei corridoi e nei bagni.

Situazioni che, purtroppo, si vedono spesso nelle scuole e, a dire la verità, anche in altri luoghi pubblici. Ma i ragazzi del Boggio Lera desiderano cambiare questa realtà. Con l’appoggio dei docenti, oggi dalle 14.30 alle 16.30 ripuliranno la scuola e dipingeranno i muri, dedicandosi soprattutto al primo piano dell’edificio.

L’iniziativa nasce dalla volontà degli studenti di mettersi in gioco e contribuire in prima persona per rendere più vivibile la scuola, partendo proprio dalle pulizie. I ragazzi hanno scelto di dare il buon esempio, oggi ci saranno quindi “lavori in corso” al Boggio Lera, ma tutto avverrà col sorriso in bocca.

“Siccome conosciamo – racconta lo studente Toni Sangiorgi – anche la difficoltà economica della scuola in questi tempi, abbiamo pensato con i professori che sarebbe stato molto produttivo e anche un buon momento di aggregazione armarci di buona volontà e dare noi stessi una mano”.

È un’idea di scuola che va ben oltre l’orario scolastico e le classiche interrogazioni, anzi permette di far sviluppare ai giovani un senso civico. Con azioni di questo tipo si realizza perfettamente quella che è la “Cittadinanza attiva”, recentemente introdotta nel sistema scolastico e volta a far acquisire competenze trasversali.

Prendersi cura degli edifici scolastici è quello che avviene in Giappone, dove sono proprio gli studenti a dover occuparsi delle pulizie nelle aule, della cura delle aiuole e del mantenimento della loro “casa”. Da questo punto di vista, certamente siamo ancora lontani dal sistema scolastico giapponese, ma questo è senz’altro un buon inizio.

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