Ci sono anche due casi di ‘lupara bianca’ nell’indagini dei carabinieri che ha portato alla notifica di otto provvedimenti restrittivi nei confronti di altrettante persone ritenute vicine al clan Santapaola.

Grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, fra cui Davide Seminara e Fabrizio Nizza,  quest’ultimo per anni ‘responsabile’ della cosca a Librino, i militari dell’Arma hanno ricostruito alcuni omicidi avvenuti a Catania tra il 2006 e il 2011. In quegli anni finirono sotto i colpi dei killer, Francesco Palermo, Lorenzo Saitta e Giuseppe Antonino Rizzotto, questi ultimi vittime di lupara bianca.

I destinatari delle misure restrittive sono Orazio Magrì, Rosario Lombardo, Daniele Nizza e Giovanni Privitera, tutti già detenuti per altra causa, mentre sono finiti in carcere: Martino Cristaudo ed i suoi fratelli Agatino e Salvatore e Eros Salvatore Condorelli, cognato del latitante Andrea Luca Nizza.

Sono accusati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, soppressione di cadavere, detenzione e porto abusivo di armi, aggravati dall’aver agito al fine di agevolare il sodalizio d’appartenenza.

Nell’omicidio di Francesco Palermo, esponente di spicco dei Cursoti e assassinato nel settembre 2009, sarebbero implicati Daniele Nizza e Rosario Lombardo che, secondo gli inquirenti, avrebbero agito con Orazio Magrì (già raggiunto, in precedenza, da un analogo provvedimento restrittivo, unitamente ai mandanti, Santo La Causa e Carmelo Puglisi) nella materiale esecuzione del delitto e avrebbero anche seguito gli spostamenti della vittima per individuare le abitudini.

Daniele Nizza sarebbe anche il mandante dell’omicidio di Lorenzo Saitta, cugino dell’omonimo soprannominato “Salvuccio ‘u Scheletro”, quest’ultimo ritenuto elemento di primo piano della “famiglia” Santapaola. L’uomo venne ucciso nel dicembre 2006 e l’auto del delitto sarebbe il latitante Andrea Nizza.

L’omicidio, secondo gli investigatori, fu commesso per “dare un segnale” allo “Scheletro” “che si era permesso di far sapere dal carcere che, una volta uscito, avrebbe “fatto la cinquina”, lasciando intendere che avrebbe ucciso i cinque (dei sei) fratelli Nizza”.

Nell’omicidio di Giuseppe Rizzotto, elemento apicale dei Santapaola nel gruppo del Villaggio Sant’Agata, sarebbe responsabile Orazio Magrì che per gli inquirenti fu l’esecutore materiale dell’omicidio, mentre Agatino e Salvatore Cristaudo assieme a Giovanni Privitera si sarebbero occupati di seppellire il corpo in luogo sconosciuto.

L’omicidio, nel settembre 2011, fu compiuto a causa dei contrasti sorti tra il gruppo Nizza e gli Ercolano.