Il sindaco di Catania Enzo Bianco le sta provando veramente tutte. L’obiettivo è trovare uno o più acquirenti interessati a rilevare il Catania: le difficoltà enormi. Dopo i no ricevuti da numerosi imprenditori, il primo cittadino etneo ha deciso di provare altre strade.

Tutte le possibilità, però, hanno un denominatore comune: bisogna aspettare l’esito del processo sportivo. A prescindere da questo, però, l’ultima idea del sindaco ha qualcosa di rivoluzionario, almeno per l’Italia. Ieri a Palazzo degli Elefanti ha riunito, ancora una volta, i maggiori imprenditori catanesi per proporgli una soluzione completamente nuova.

Il 60% del Catania agli imprenditori; il rimanente 40% ai tifosi, ai cittadini, in pratica, come avviene in Spagna, all’azionariato popolare. Soluzione, che si sta tentando anche a Parma, altro club nella bufera ma per guai economici, che ha lasciato una quota societaria ai tifosi i quali potranno acquistare delle azioni ed entrare nel cda della società.

Si tratta di percorsi mai battuti finora in Italia, quindi molto, molto difficili da mettere in pratica visto che oltre ad essere un Paese di santi, navigatori e poeti siamo anche un popolo di allenatori e nelle assemblee dei soci chissà cosa accadrebbe…

Storicamente, poi, le ‘cordate’ in Italia non hanno avuto degli sviluppi felicissimi: spesso o si sono spezzate ancor prima di cominciare o si vanno sbriciolando a percorso già avviato.

Quello che occorre individuare, quindi, è almeno un azionista follemente innamorato del Catania o del calcio, colui che continuerebbe comunque l’ipotetico percorso che si sta cercando di delineare in queste ore.

La strada, pertanto, è ancora molto lunga perchè dopo il via libera degli imprenditori, ci vuole quello più importante da parte dell’attuale proprietà del Catania. Il gruppo Pulvirenti ha deciso di vendere, ma non di svendere: se trattativa ci sarà, quindi, sarà alle condizioni della proprietà rossazzurra.

A questo punto una domanda sorge sportanea: ma Pulvirenti vuole realmente vendere o è solo una mossa per assecondare l’opinione pubblica nella certezza che nessuno possa acquistare il Catania? I dubbi restano e resteranno, anche perchè in qualsiasi caso i tempi di una cessione societaria non saranno poi così brevi.

Fermo restando che da parte di tutti i possibili acquirenti esiste la ferma volontà di attendere il pronunciamento della giustizia sportiva: la categoria di appartenenza, infatti, influisce in modo determinante sul prezzo della società e sul patrimonio giocatori.

Nel frattempo non arrivano novità sul fronte del riassetto societario. L’assemblea dei soci dovrebbe riaffidare l’incarico di amministratore unico a Carmelo Milazzo, in attesa di nominare un nuovo presidente e un amministratore delegato.