E’ un problema che origini antiche, ma adesso rischia di arrivare al punto di non ritorno. Gli operatori degli istituti educativi assistenziali (legge regionale 22 del 1986) stamani sono scesi nuovamente in piazza per contestare l’ipotesi di ulteriori tagli al sistema dei servizi sociali del Comune di Catania.

Nel corso degli anni i minori assistiti da queste strutture sono diminuiti esponenzialmente a causa dei tagli nei trasferimenti agli enti locali e alle continue spending review. Dal 2005 ad oggi si è passati da un’assistenza garantita a circa 2000 ragazzi a poco più di 800 minori distribuiti in 12 strutture presenti in città.

Negli anni passati furono eclatanti le proteste a ridosso dell’inaugurazione della stagione scolastica: in pratica per i bambini delle altre scuole iniziavano le lezioni per i ragazzi degli istituti educativi assistenziali no. Va detto, però, che l’amministrazione ha sempre trovato delle soluzioni.

La manifestazione di oggi nasce da possibili nuove decurtazioni (si parla di circa 3 milioni di euro) ai servizi sociali che coinvolgerebbe anche queste attività ed intanto l’Uneba, la sigla che racchiude i lavoratori del comparto sociale, ha comunicato la proclamazione dello stato di agitazione.

I responsabili delle strutture hanno incontrato l’amministrazione ed è ancora in corso un vertice per individuare delle soluzioni.

La voce relativa agli istituti educativi assistenziali è una delle più corpose nel bilancio dei servizi sociali del Comune di Catania.