Nel luogo dove Salvatore La Fata ha compiuto un gesto tanto estremo quanto eclatante, Catania si interroga sul proprio futuro occupazionale, mentre familiari e parenti dell’ambulante che si è dato fuoco durante un controllo anti-abusivismo della polizia municipale chiedono a tutti di fare emergere la verità su ‘quel maledetto venerdì’.

A piazza Risorgimento Cgil, Cisl e Uil – con le federazioni Fillea, Filca e Fenal – e gente comune sfilano assieme.

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Gli amici di La Fata, gli ex colleghi dell’operaio specializzato divenuto ambulante abusivo proprio per la mancanza di lavoro, tengono in mano dei cartelli con un telefono e un indirizzo di posta elettronica affinché si possa ricostruire la dinamica di quel gesto che purtroppo rischia di divenire il simbolo stesso di una città in crisi. Ma tutti, sindacalisti e semplici cittadini sottolineano la necessità che Catania si svegli in ogni comparto occupazionale: dalla edilizia al terziario, dall’industria al commercio.

“Chiederemo al sindaco Bianco di impegnarsi perché si impegni davvero per lo sblocco dei cantieri delle opere pubbliche”, dice la segretaria della Cisl catanese, Rosaria Rotolo, riprendendo proprio quanto aveva detto il primo cittadino poche ore dopo il gesto di Salvatore La Fata.

I manifestanti, al termine degli interventi dei leader sindacali cittadini, hanno effettuato un giro simbolico di piazza Risorgimento al grido ‘Lavoro-Lavoro’ mentre dalla triplice è stata annunciata una prossima manifestazione unitaria che si terrà in città sull’emergenza occupazionale.

“Un tavolo per la provincia, un tavolo per Catania città. Ma anche una sollecitazione ai governi regionale e nazionale. Perché la crisi delle costruzioni, come quella dell’industria, si deve combattere su più fronti”.

E’ l’appello dei  segretari generali provinciali Giacomo Rota (Cgil), Rosaria Rotolo (Cisl) e Fortunato Parisi (Uil) per sollecitare ancora una volta lo sblocco dei cantieri. Accanto a loro i segretari delle federazioni delle costruzioni Claudio Longo (Fillea Cgil), Nunzio Turrisi (Filca Cisl) e Francesco De Martino (Feneal Uil).