Al comando per ora non c’è nessuno, ma nonostante ad oggi è difficile sapere che ne sarà del Catania, ci sono comunque delle scadenze da onorare. Partiamo dalla gestione del calciomercato. La domanda che tutti i procuratori si stanno ponendo è semplice nella sua attuale complessità: con chi avviare un’eventuale trattativa per un giocatore? Insomma con chi parlare?

I vertici del Catania, come è noto, sono da ieri mattina agli arresti domiciliari ed il presidente del club, Antonino Pulvirenti, assieme all’ad Pablo Cosentino, saranno sentiti lunedì prossimo per l’interrogatorio di garanzia.

Tuttavia la nota che ieri il legale di Pulvirenti, l’avvocato Giovanni Grasso, ha inoltrato chiarisce che lo stesso presidente “intende prendere delle decisioni immediate sul suo ruolo nella Società Calcio Catania spa, al fine di potersi difendere con la massima serenità e di salvaguardare gli interessi della società sportiva”.

A seconda delle scelte di Pulvirenti, quindi, la macchina del calciomercato del Catania e non solo quella potranno rimettersi in moto. Certo, sulle operazioni incideranno (e non poco) le decisioni della giustizia sportiva che da ieri sta spulciando gli atti dell’inchiesta condotta dalla Procura etnea.

Se le accuse mosse  ai vertici del club rossazzurre fossero confermate, allora c’è poco da star sereni. Se come si immagina, in virtù di altri precedenti legati agli scandali del calcio, il Catania dovesse ripartire da una categoria inferiore il fuggi-fuggi di calciatori sarebbe inevitabile. E’ stato così solo qualche giorno fa a Parma dopo il fallimento del club che ripartirà dalla Serie D perché non è stata presentata nessuna offerta. E’ stato così, lo scorso anno, a Siena per le stesse ragioni o in casa Juventus dopo lo scandalo legato all’inchiesta Calciopoli che portò i bianconeri in Serie B.

E poi c’è l’iscrizione al campionato (ma quale?), la gestione delle comproprietà e di un’azienda, il Catania, che per anni è stata considerata un riferimento per molti club.