Sono giorni concitati al Teatro Stabile di Catania dove non fa in tempo ad esaurirsi la polemica per le dimissioni del presidente Nino Milazzo che ne inizia un’altra innescata dal sindaco di Catania.

Ieri Enzo Bianco, in un’intervista rilasciata a La Sicilia proprio per commentare l’uscita di Milazzo, ha osservato: “Il Teatro Stabile – sottolinea il sindaco – va rilanciato con soluzioni condivise e innovative, facendo squadra con gli altri produttori culturali della città e del nostro territorio, a partire ad esempio dal Teatro Massimo. Non è opportuno che il Cda abbia proceduto ad una proroga, seppur per pochi mesi, del direttore artistico. Il tutto è stato fatto senza condivisione con i soci, a partire dal Comune e dalla Regione, che avevano già espresso, anche pubblicamente, la necessità di individuare un nuovo direttore artistico alla scadenza dell’attuale contratto. È auspicabile invece che il direttore Dipasquale rimetta il mandato”.

Dipasquale, sempre su La Sicilia in edicola oggi, pur non commentando quanto dichiarato dal primo cittadino fa sapere che si atterrà alla decisioni del Cda, “come ho sempre fatto e con il quale c’è sempre stata perfetta sintonia”.

Intanto la Fistel-cisl e l’Ugl Spettacolo hanno dichiarato lo sciopero per tutti gli spettacoli in cartellone al Teatro Stabile di Catania.

“Tale decisione, estremamente motivata, ma sofferta, viene dai lavoratori che ancora vivono insieme alle loro famiglie, in grande difficoltà per non avere percepito 5 mensilità e soprattutto la mancanza di certezze per il futuro del Teatro Stabile. Un plauso va al sindaco Enzo Bianco per l’ultima presa di posizione, chiara e netta sui vertici del tanto tormentato Teatro”, si legge in una nota.

A rischio sono le rappresentazioni in programma: il prossimo 13 novembre si aprirà la stagione con ‘L’uomo, la bestia e la virtù’ di Luigi Pirandello per la regia dello stesso Giuseppe Dipasquale.