Sarà presentato al cinemaKing di Catania, lunedì 23 febbraio alle 20.15 il documentario “Gesù è morto per i peccati degli altri” interamente girato nel quartiere San Berillo.

Il documentario racconta la storia delle trans, dei travestiti e delle prostitute che vivono a Catania, nel quartiere di San Berillo, un luogo in rovina che fino agli anni ’50, invece, era il cuore commerciale e artistico della città. Le sette protagoniste narrano la quotidiana attesa dei clienti segnata dai ritmi delle feste popolari dedicate a Santi e Madonne.

“Dietro ogni prostituta – hanno dichiarato Maria Arena e Josella Porto – c’è una storia che bisognerebbe ascoltare per cancellare il significato spregiativo della parola. In “Gesù è morto per i peccati degli altri” non c’è nessuna ricerca dello scandalo, solo un invito a riflettere sulla prostituzione e sull’omofobia attraverso le storie di 7 individui che vivono ogni giorno dignitosamente nonostante tutto”.

Franchina, Meri, Alessia, Marcella, Wonder, Santo e Totino e sono trans, travestiti e una donna che si prostituiscono da decenni nel quartiere San Berillo di Catania, un pugno di strette vie in rovina lasciate al degrado per 50 anni e oggi più che mai contese da interessi economici sempre più pressanti.

Qui ricevono i clienti nei ‘bassi’, vecchie case sulla strada, ma oggi rischiano di ritrovarsi senza un tetto dove esercitare e di finire ancora più ai margini, nella strada statale Catania-Gela, un non luogo dove i cavalcavia sormontano la campagna catanese ai piedi dell’Etna.

Queste prostitute lamentano l’assenza di una legge adatta che regoli la loro situazione e renda lecita l’esistenza di un quartiere a luci rosse di fatto ma illegale da più di cinquant’anni.

Sulla scia del cambiamento nel quartiere si presenta anche un politico che propone ai prostituti rimasti di cercare nuove strade, indirizzandoli verso un corso di formazione gratuito per badanti. Questa novità, che per alcuni è una minchiata (presa in giro), s’innesta ma non muta i ritmi della particolare comunità di San Berillo in cui il tempo è scandito dalle feste dedicate a Santi e Madonne più che delle stagioni.

Come novelle Samaritane, le buttane di San Berillo si raccontano attraverso aperti dialoghi tra le vie del loro quartiere, rivendicano i loro diritti, presentano l’intimità delle loro famiglie e della loro solitudine davanti alla porta in attesa dei clienti. Chi sarebbero loro dopo la ‘riqualificazione’ del quartiere di San Berillo? A nessuno importa, ma per tutti è facile immaginarle accanto alle maschere troppo truccate che restano impresse al guidatori nelle strade a scorrimento veloce ai margini di ogni città.

La pellicola è stata prodotta dalla Invisibile Film, dalla regista Maria Arena, dalla sceneggiatrice Josella Porto e da un crowdfunding internazionale. La colonna sonora è firmata da musicisti catanesi, sotto la direzione artistica di Stefano Ghittoni, con brani inediti di Kaballà, Cesare Basile, Agostino Tilotta, degli Uzeda e Salvatore Zinna.