“Il governo Crocetta sta facendo peggio di quello di Raffaele Lombardo e penso che il giudizio sia negativo anche per gli esponenti del centrosinistra siciliano. Non so come l’Udc, al di la’ della voglia di restare ‘abbarbicati’ a qualsiasi tipo di potere, possa appoggiare il governatore. C’e’ una Sicilia bloccata, Crocetta si è rivelato un fallimento e l’Isola non sta certo facendo una bella figura tra le tante promesse e annunci non mantenuti…”.

Intercettato telefonicamente il parlamentare nazionale del Pdl, Basilio Catanoso, parla ‘a tutto campo’ con BlogSicilia durante qualche giorno di vacanza sulle montagne in ‘alta Italia’. Così, dopo il netto giudizio ‘tranchant’ sull’esecutivo regionale, il politico etneo parlando di quello nazionale non esclude che “possa durare. Non è detto che questo governo cadrà. Se non dovesse farcela – aggiunge Catanoso- mi sembra chiaro che si tenterà un Letta bis. Sono convinto che con ragionevolezza si possano trovare quelle ‘toppe’ per riparare ai disastri combinati dalla vera casta italiana, quella dei magistrati, oltre a quella, a mio avviso, di un certo giornalismo che puo’ tranquillamente parlare  o sparlare di una persona mitizzandola o ‘distruggendola’. Non si può pensare però, anche questo va detto, che questo esecutivo debba per forza durare a tutti i costi. Non è scritto da nessuna parte…”.

Dunque sempre vicini a Berlusconi? 

“A prescindere da tutto non si può negare che la sua posizione sia quella di un perseguitato, di una persona braccata. In Italia c’e’ gente che aspetta 20-30 anni per avere giustizia e in quattro mesi si sono fatti tre gradi di giudizio a Berlusconi. Fuori ci sono un sacco di delinquenti, assassini e stupratori e poi il problema e’ cosa fa Berlusconi a casa sua…”.

Come centrodestra state pensando al dopo Berlusconi?

“Purtroppo dico di no. Dico purtroppo con rammarico perché è un lavoro che andrebbe fatto per il bene della politica”.

A che punto e’ il lavoro sul nuovo partito di destra, la nuova Alleanza Nazionale?

“Non ne ho idea. Il partito di destra dipende dalla legge elettorale, inutile prendersi in giro. Se si dovesse arrivare ad una legge elettorale che premi non il primo partito ma la coalizione con una serie di partiti diversi, allora può rinascere l’idea di avere diverse identità all’interno di una casa comune. Ma se questo non ci sarà, non credo si possa neanche parlare di tornare a partiti di destra o centro che siano. E poi finché Berlusconi condizionera’ la politica italiana, parlare di partiti che prenderebbero l’1 o il 2% mi pare sia francamente inutile…”.

Venendo a Catania e provincia, il centrodestra che momento vive? 

“Io non so tra i tanti che dicono sempre come tutto vada bene. Il centrodestra nel catanese ha perso e deve ricostruire una propria classe dirigente. Questo ritengo valga anche per il centrosinistra se penso che a Catania ha vinto Enzo Bianco, la sua importante figura. Ma non credo che il centrosinistra possa dirsi felice perché ha vinto la classe dirigente di quello schieramento. E loro stessi lo sanno bene. Per quanto ci riguarda c’e’ una situazione stabile dal punto di vista organizzativo e devo dire con potenzialità di grande crescita. Oggi non siamo vincenti ma viviamo meno problemi del centrosinistra locale perché abbiamo un radicamento nel tessuto della società che è molto più sentito rispetto all’altro schieramento al di la’ di personalità pocanzi menzionate”.

E’ vero, infine, che potrebbe esserci un suo impegno diretto nella ‘sua’ Acireale con una candidatura a sindaco?

“Sì. E’ una ipotesi reale, ne stiamo parlando, ci sto pensando molto seriamente e potrei accettare con piacere questa scommessa. Bisognerà vedere quali saranno le dinamiche interne al centrodestra e gli sviluppi in caso di voto anticipato a livello nazionale”.