“Interpretando il bisogno della collettività, che sente l’esigenza di una società fondata sui più alti valori a partire dalla giustizia, svolge da tempo un importante ruolo di promozione, prevenzione e sensibilizzazione sociale, in particolare dei giovani, memore degli insegnamenti del padre Rocco, che per primo teorizzò il dialogo della magistratura con la società e specialmente con i giovani, recandosi nelle scuole per parlare agli studenti”.

Con questa motivazione è stato assegnato a Caterina Chinnici il Premio nazionale “Paolo Borsellino” 2015 per la legalità, nell’ambito della ventesima edizione della manifestazione in corso a Pescara. Sabato 7 novembre si terrà la cerimonia di premiazione ufficiale, che ha però avuto un prologo con la consegna della targa all’eurodeputata siciliana da parte del coordinatore del premio, Oscar Buonamano, durante un incontro con gli studenti del liceo D’Annunzio, proprio nel capoluogo abruzzese.

“Questo riconoscimento – si legge ancora nella motivazione – va a sottolineare l’instancabile attività di Caterina Chinnici, un rappresentante dello Stato che da lungo tempo e senza posa porta avanti un grande lavoro per l’affermazione della legalità”.

“Ricevere il premio nazionale Borsellino è per me un onore – commenta Caterina Chinnici, componente della commissione Giustizia al Parlamento europeo – e soprattutto un ulteriore stimolo a proseguire con forza nel mio impegno al servizio dei cittadini e per promuovere la cultura della legalità anche attraverso il dialogo con le nuove generazioni, un valore nel quale, così come mio padre, ho sempre creduto molto”.

 Il premio, nato nel 1992 da un’idea di Antonino Caponnetto e curato dall’associazione Società Civile, porta nelle varie sezioni del suo prestigioso albo d’oro i nomi, fra gli altri, di Sergio Mattarella, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano, Walter Veltroni, Roberto Saviano, Pietro Grasso, Gian Carlo Caselli, Indro Montanelli, Enzo Biagi, Dario Fo e Luigi Ciotti.