La lotta alla mafia bisognerebbe studiarla nelle scuole, ma non come un momento extracurricolare come può essere un incontro in classe con un magistrato o un esperto di criminalità organizzata. Si dovrebbe istituire proprio la cattedra di “storia della mafia”, così da far comprendere ai ragazzi quali danni e drammi ha portato la criminalità organizzata nel nostro paese”.

A dichiararlo, il deputato di Scelta Civica Andrea Vecchio, tra i componenti della Commissione nazionale antimafia che da ieri è a Palermo per una serie di audizioni.

Vecchio ipotizza anche un programma scolastico di antimafia preciso: “Per non togliere tempo allo studio delle altre materie, si potrebbe alternare l’ora di “antimafia” all’ora di religione. Sarebbero entrambe discipline che tendono a formare i ragazzi dal punto di vista spirituale, sociale e civile. Si fornirebbe ai discenti un codice etico con il quale non solo si confronterebbero ma che potrebbero anche contribuire a scrivere. Le nuove generazioni devono sapere cos’è stata la mafia, come si sta evolvendo, quali sono le tecniche d’indagine, quanto la Mafia SpA costa in termini sociali ed economici all’Italia. Sensibilizzando i giovani eviteremmo inoltre balordi e irrispettosi usi della mafia come brand commerciale, tipo la catena di ristoranti spagnola o il fumetto Lady Mafia. La criminalità organizzata non è un marchio da esportare e, soprattutto, non è un gioco.”

Il deputato di Scelta Civica ieri si era espresso sugli ordini professionali, precisando che: “Esistono in Italia troppi tappi che messi a protezione di altrettante caste, bloccano lo sviluppo di tutto il paese: sono gli ordini professionali. Si tratta di un lascito del regime fascista. Gli ordini professionali costituiscono un casta a guardia della casta stessa. Così accedere alla libera professione, se non si è figli di medici, avvocati, ingegneri, architetti, è impossibile. Gli ordini sono un tappo alla libera concorrenza e al lavoro per i giovani. In nessun paese – ha concluso – esiste una norma così stringente che crea orti riservati e autocraticamente gestiti. Vere e proprie istituzioni d’arroganza corporativa. Occorre mettere mano a una radicale riforma delle professioni, a partire dagli ordini e dai loro privilegi. Solo il governo Renzi, che è portatore di un vento nuovo, può riuscirci. Forza Matteo, la società che produce, che vuole liberarsi da lacci e lacciuoli è con te”.