Ripristinare la continuità dell’autostrada A19, interrotta dalla frana del 10 aprile nei pressi di Scillato, individuando la soluzione di minore impatto possibile per la viabilità nel rispetto dei criteri di sicurezza.

È l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra Anas e Ordine degli Ingegneri della provincia di Palermo, in base al quale l’ente professionale supporterà a titolo gratuito l’Azienda autonoma delle strade partecipando a indagini, rilievi e monitoraggi con un proprio gruppo di lavoro.

L’accordo, ispirato al principio di “leale collaborazione tra istituzioni”, fa seguito alla lettera che il presidente dell’Ordine, Giovanni Margiotta, ha inviato qualche giorno fa a tutte le autorità statali e regionali competenti per chiedere che siano accertate con indagini tecniche le condizioni del viadotto in direzione Catania-Palermo non direttamente coinvolto nel dissesto in modo da evitarne, se possibile, la demolizione.

Il 24 maggio è stato effettuato un sopralluogo informale congiunto al termine del quale, come riportato nella convenzione, si è concordato di procedere con priorità all’abbattimento delle quattro campate del viadotto Imera in direzione Palermo-Catania irrimediabilmente compromesse, di costruire il by-pass provvisorio e contestualmente di effettuare, in stretto coordinamento, le indagini tecniche dirette e indirette per verificare le condizioni dei terreni e delle strutture del corrispondente viadotto della carreggiata Catania-Palermo, in funzione di un possibile suo utilizzo. Per l’attuazione dell’accordo, che ha durata di dodici mesi, Anas e Ordine si sono impegnati a condividere dati e informazioni.

“Ho molto apprezzato la sensibilità mostrata dal ministro Delrio e dai vertici Anas nell’ascoltare le osservazioni provenienti da professionisti che conoscono il territorio – sottolinea il presidente il presidente dell’Ordine degli ingegneri di Palermo, Giovanni Margiotta – e nel voler convertire questo momento di dialogo in una cooperazione istituzionale. Il nostro intento è contribuire col patrimonio di competenze della categoria alla soluzione di un problema che sta gravemente danneggiando l’economia dell’Isola. Se il viadotto in direzione Palermo risultasse utilizzabile in sicurezza, magari con opere a presidio dei piloni e con monitoraggio permanente, si potrebbero accelerare i tempi per ripristinare la continuità viaria, sfruttando anche i poteri emergenziali del commissario nominato dal governo nazionale”.