Finisce sui tavoli dell’Autorità anticorruzione nazionale la vicenda del cedimento parziale del viadotto Scorciavacche sulla strada a scorrimento veloce Palermo – Agrigento, avvenuto appena una settimana dopo l’inaugurazione.

Nonostante l’impresa abbia ammesso un errore di progettazione e si sia offerta di riparare il danno a proprie spese; sebbene sia stato più volte precisato che non c’è stato un crollo ma solo un parziale cedimento del manto stradale, il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha disposto l’inizio delle attività ispettive e di vigilanza sul viadotto e sul tratto stradale crollato sulla Palermo-Agrigento. Nei prossimi giorni dirigenti dell’Autorità  acquisiranno tutti gli atti relativi alla gara per valutare sia la qualità dell’opera, sia se siano state rispettate le procedure previste per l’espletamento della gara.

Il cedimento avvenne il 30 dicembre, praticamente alla vigilia di Capodanno e riguardò un tratto di circa 30 metri che era stato inaugurato il 23 dicembre, quindi una settimana prima.

Si tratta di un atto dovuto, fanno sapere dall’Anticorruzione, per comprendere cosa sia accaduto realmente. Nell’Autorità Anticorruzione, infatti, per effetto delle nuove normative, è confluita anche l’ex l’Autorità appalti a cui è demandata la vigilanza sui contratti pubblici.

L’inchiesta dell’anticorruzione affiancherà quella penale aperta dalla procura di Termini Imerese con l’ipotesi di crollo colposo