Il MoVimento 5 Stelle dopo “i primi 100 passi” in Parlamento torna tra la gente, per quella che in molti hanno già definito la “fase due” della formazione di Beppe Grillo. Il nuovo corso è partito da Catania su iniziativa della parlamentare Giulia Grillo che ha voluto riunire nella sua città natale tutte le cariche istituzionali e una trentina tra deputati e senatori Cinque Stelle.

Ne è venuta fuori una lunga giornata di lavoro, ricca di interventi in cui i cittadini-portavoce oltre a raccontare l’attività parlamentare sin qui svolta si sono confrontati con attivisti e simpatizzanti che nonostante la calura di metà luglio hanno affollato la sala convegni di un noto albergo di Aci Castello, sulla riviera catanese.

“Siano stati assorbiti dal Palazzo a tal punto che anche quando andavano a cena continuavamo a discutere su quanto fatto in aula o in commissione” spiega Nicola Morra, capogruppo a palazzo Madama, a cui fa eco la Grillo che conferma quanto “sia stato duro l’impatto con il Parlamento”.

Pagato dazio alla inesperienza,  i pentastellati sono tornati all’antico, al contatto con la base, con i cittadini. “Adesso, dobbiamo migliorare tantissimo nel comunicare quanto fatto” ammonisce Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, che però vede costanti miglioramenti nella folta pattuglia Cinque Stelle: “Nell’ultimo mese ho constatato una crescita del movimento dal punto di vista dei lavori parlamentari. Era anche normale – ribadisce – che i primi mesi ci fosse un rodaggio da fare perché non conoscevamo certi meccanismi. Al tempo stesso dobbiamo essere bravi a comunicare la nostra attività. Alle spalle non abbiamo ‘spin doctor’ e cerchiamo di comunicare al meglio”.

Comunicare dunque quanto fatto nella aule di Montecitorio e Palazzo Madama, per riavvicinarsi ai cittadini. Far sapere che “la nostra è un’attività totalmente onesta” dice Riccardo Nuti, capogruppo alla Camera. Attività “svolta da gente che ha credibilità sociale” gli fa eco Nicola Morra, presidente dei senatori 5 Stelle. Comunicare, dunque, in nome della trasparenza, un principio a cui tiene molto Roberto Fico: “La trasparenza  afferma il presidente della Commissione Vigilanza Rai – per noi deve essere una prassi. Tutte le sedute della Commissione sono trasmesse in streaming”.

C’è, poi, la questione dell’acquisto degli F35, contro cui i 5 stelle vogliono organizzare una manifestazione nazionale, perché si tratta solo “di una scelta fatta per tutelare gli interessi di alcuni partiti”. E ancora le proposte per la stabilizzazione del 5X1000 per le organizzazioni di utilità sociale, senza fissazione di un tetto massimo, l’attenzione per i bisogni educativi speciali che riguardano la disabilità, i disturbi nell’apprendimento, il precariato scolastico e i beni monumentali. Ma c’è anche tanta politica e, forse, nuove possibili strategie.

Sulle alleanze tra partiti, il sostegno o l’ingresso in maggioranza, Di Maio  ritiene che “su tanti temi siamo già in maggioranza” come l’impignorabilità della prima casa inserito nel Decreto del Fare del governo Letta. “Stiamo influenzando bene le altre forze politiche, dal punto di vista dei temi che portiamo avanti – dice il vicepresidente della Camera –, ma non credo che sia una questione di maggioranza e opposizione. E’ una questione di temi. Si discute troppo poco e si fanno troppi annunci”.

Tocca poi a Morra immaginare e descrivere scenari politici che ad oggi sembrano ancora lontani, leggi una nuova maggioranza, che passa però dal cambiamento di mentalità degli altri partiti: “Non posso escludere a priori quello che potrebbe essere – dice Morra – filosoficamente parlando, sposo il probabilismo, non sono un assolutista. Le persone possono anche cambiare, però devono cambiare nei fatti”.

Entriamo a gamba tesa: un’altra maggioranza è quindi possibile? “Alle condizioni dette prima sì. Ma anche con il Pdl. Se il Pdl firma per l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi, perché recupera un po’ di sana coscienza etica… lo facesse. Per me – spiega Morra – non è un problema di sigle, è un problema di contenuti. Decidessero di rinunciare a tutti quei privilegi che la politica, a livello nazionale ma anche locale, concede. Facessero in modo che la politica tornasse ad essere passione, pertanto servizio, piuttosto che mestiere. Quando, chiunque sia, sposerà i nostri valori, i nostri contenuti, i nostri progetti,  si sarà trasformato nel Movimento 5 stelle e noi saremo ben contenti di poterci rapportare con loro”.

Insomma un ragionamento, quello di chiedere convergenza sulle idee, che potrebbe ricalcare le orme politicamente importanti  dei  Radicali . “Se si vogliono richiamare questi esempi storici, benissimo”, conferma Morra ribadendo l’importanza di un ritorno dell’Italia “ad essere un Paese normale, dove per normale si intende quella dimensione per cui la lealtà, l’onestà, la giustizia sono compagni di viaggio di tutti i giorni”.

Nella giornata dei bilanci si contano anche coloro che hanno lasciato il Movimento: “Era stato Beppe ad indicare un 10 – 15 per cento come ipotesi di perdite -dice oggi Morra -. Sono convinto che nel tempo il Movimento possa mostrare la sua faccia inclusiva. Adesso ci stiamo consolidando. Può essere che tra qualche mese, piuttosto che perdersi, possa acquistare. Cosa ne sappiamo”.