C’era una volta la macchina da guerra elettorale del centro destra siciliano. C’era, ma adesso non c’è più. Le elezioni europee, si sa, non sono certamente le più sentite e partecipate, ma quest’anno rappresentano, comunque, una sfida importante.

Il vecchio centro destra spacchettatosi in Forza Italia, Ncd e varie altre formazioni medio piccole, su queste elezioni dovrebbe puntare e lo conferma Innocenzo Leontini, ex assessore regionale all’agricoltura in Sicilia e candidato di rilievo della pattuglia forzista che conferma come intorno alla sua candidatura si stia formando un gruppo di adesione che può essere la base per un progetto politico futuro.

Leontini ci prova a fare il concentratore di voti ma anche e soprattutto di consenso interno per ricostruire un’area forzista che abbia un ruolo importante. Ad andare “come un treno” in questa elezione, ma dall’altra parte della barricata di centro destra (Ncd per l’esattezza) è anche un altro ex assessore all’agricoltura, quel Giovanni La Via che deputato europeo lo era già. Proprio l’agricoltura, infatti, è uno dei temi centrali di questa campagna visti i tanti “sgarbi” dell’Europa alla Sicilia in questi anni: dall’accordo col Marocco per l’importazione degli agrumi alle aranciate senza 8o quasi) succo d’arancia e così via.

Dunque partita interna al vecchio centro destra fra i due grandi ex (Forza Italia contro Ncd). Ma c’è tanto altro che si muove soprattutto in casa Forza Italia: da Salvatore Iacolino a Salvo Pogliese.

Proprio Pogliese è quello partito per primo. Ingranata la marcia e presa la rincorsa, sembra ormai lanciato verso una campagna di antica memoria. Quella che lo porta in strada come sui mezzi di informazione e non soltanto attraverso gli spot.

Sorprende, invece, e non poco la grande assenza del capolista, l’uomo del famigerato 61 a 0 di berlusconi in Sicilia, colui che ebbe il coraggio politico di sfidare Orlando alla sua riconferma a sindaco sapendo di perdere quella battaglia e costruendo, in quella occasione, intorno a se il grande consenso che ha portato a quasi due decenni di politica vincente: Gianfranco Micciché.

Il suo ritorno a casa (Forza Italia) non sembra baciato da grande attivismo. Per strada Miccichè sembra aver perso e forse definitivamente) il compagno di tante battaglie e portatore di tanti voti: Pippo Fallica.

Non è un mistero che Fallica si sta muovendo bene ma si spende per il sardo della compagnia. Sono almeno cinque o sei gli incontri in due grandi alberghi palermitani organizzati per Salvatore Cicu. Un segnale abbastanza chiaro di impegno ma non per un siciliano e non per Gianfranco Micciché. Qualche apparizione, in realtà, l’ex vice ministro l’ha fatta ma soltanto in capo nazionale sulle tv berlusconiane. Niente a che vedere con la campagna siciliana, con gli incontri di strada, con il via vai dalla sua casa di piazza Castelnuovo degli anni passati.

Dall’altro lato della barricata l’altro grande “ricercato” è stato, almeno fino a qualche giorno fa, Francesco Cascio. Ex assessore regionale ex Presidente del parlamento siciliano e di recente anche grande elettore per la riconferma di Giorgio Napolitano a capo dello Stato, di Cascio si è visto qualche spot ma poca presenza. La sua campagna sembra essere partita tardi forse anche per effetto dei dubbi sul candidarsi o meno ma che adesso non potrà mancare di prendere il volo.

Insomma la campagna elettorale sembra allontanarsi dalle piazze, dagli incontri negli alberghi o a casa dei grandi elettori e prendere una piega quasi più riservata. Le idee, ai giorni nostri, circolano sempre di più su internet che diventa mezzo per informarsi e per conoscere e dunque anche per scegliere. grillo insegna che è così. il suo movimento è nato e cresciuto su internet e da lì poi ha portato la gente nelle piazze

Ma in fondo i leader siciliani non si differenziano da quelli nazionali. Se ieri in Sicilia è arrivato, sia pure per una sola tappa, proprio Beppe Grillo per il movimento 5 stelle dimostrando che dal web si arriva facilmente al tradizionale comizio, e se Renzi annuncia la sua discesa nell’isola almeno una volta prima della fine della campagna, non ci sono, invece, segnali di discesa in campo di Angelino Alfano o Silvio Berlusconi (o suo inviato visti i problemi di movimento e relazionali che vive per effetto della condanna penale riportata).

Insomma le europee sono certamente le elezioni meno sentite ma vista la forte “ingerenza” dell’Europa proprio quest’anno rappresentano l’occasione per tornare in campo. Il centro destra (o i due centro destra) hanno forse deciso di abbandonare la Sicilia? Sembrerebbe di sì.