Dall’analisi sull’attuale momento politico ai possibili scenari che potrebbero profilarsi in Sicilia qualora si andasse a votare: conversazione – quasi sotto l’ombrellone – con Giuseppe Castiglione, leader siciliano di Ncd che parla anche della vicenda giudiziaria sul caso Cara Mineo.

Sottosegretario Castiglione, la politica non si ferma mai. Nel suo partito cosa bolle in pentola? Cambi in vista?

“Stiamo lavorando ad un progetto politico con l’idea che negli ultimi anni ci ha guidato, ovvero, quella di riorganizzare l’area moderata costruendo un nuovo soggetto che possa tornare ad essere centrale nel panorama politico regionale ma anche nazionale”.

Centrodestra adieu?

“Così come lo abbiamo conosciuto non c’è più. Oggi Forza Italia si divide in mille rivoli, non c’è più la leadership forte di Berlusconi e quindi oggi, quel centrodestra, si è come trasformato avendo una forte trazione  leghista…”.

Che a voi, pare di capire, interessa ben poco

Siamo lontani mille miglia da Salvini, dalla destra xenofoba, da questo modello che vuole portare l’Italia fuori dall’Europa e dunque prendiamo atto che quel centrodestra non c’è più“.

Quindi, andate dall’altra parte politica?

“Dall’altro lato c’è un Pd che perde la parte più a sinistra che decide a sua volta di creare un proprio movimento autonomo. Ci sono dunque tutte le condizioni affinché tutti i frammenti di centro che nel tempo si sono riuniti attorno al Nuovocentrodestra, all’Udc, al Gal di Antonio Scavone che propone intelligentemente la centralità del mezzogiorno, ai movimenti regionali come quello di Sicilia Democratica dell’amico compianto Lino Leanza e alle tante  formazioni civiche senza dimenticare ad esempio lo stesso sindaco di Verona Flavio Tosi, affinché si faccia tutti un passo indietro per poter costruire una grande area moderata”.

Che affiancherà il Pd come il Ncd a livello nazionale?

“Una grande area moderata che in Sicilia, se si voterà prima, sperimenteremo con una alleanza con il Partito democratico. Del resto, contrariamente, saremmo incoerenti con lo stesso ragionamento che stiamo portando avanti a livello nazionale. Oggi il tempo richiede urgentemente di procedere alla costruzione di un nuovo soggetto politico abbandonando le vecchie sigle rappresentando la maggioranza dei moderati tanto in Sicilia quanto nel Paese. Nell’Isola potrebbe esserci il primo vero banco di prova se andremo alle urne prima della scadenza naturale”.

Si andrà al voto ‘siculo’ nella prossima primavera come ipotizzerebbe il premier Renzi?

“Il tema vero e’ dare un governo alla Regione. Assicurare un esecutivo autorevole, credibile dopo una esperienza fallimentare. Quello di Crocetta e’ un governo senza progetto su ciò che si vuole fare sulle questioni più urgenti come, per dirne una, il risanamento finanziario o il bilancio 2016…”.

E su un vostro ingresso in giunta?

“Lo abbiamo detto in tutte le salse e ripetuto più volte: non vogliamo entrare nel governo Crocetta. Se oggi si chiedesse il nostro impegno su un disegno di legge, un progetto di risanamento della nostra regione, un’idea su come procedere, noi siamo pronti a dare una mano”.

Faraone, Bianco, già ‘escono’ i nomi di ipotetici candidati alla presidenza della Regione.

“Sono nomi autorevolissimi e potremo anche allungare la lista. L’importante che sia un primus inter pares che interpreti questa voglia di governo che torni a parlare di Sicilia, di sviluppo economico, di infrastrutture e di lavoro. Una Sicilia lontana dalla mafia ma che rifugge l’antimafia che non affronta le questioni e che diventa un freno per lo sviluppo”.

Del corpo elettorale che ne pensa?

Nello schema degli elettori non credo vi sia più ne’ il centrodestra ne’ il centrosinistra. La gente ha voglia di governo e premia i migliori. Noi abbiamo un imperativo categorico che orgogliosamente ribadisco: provare a riunire tutti i moderati che aspirano ad un governo del Paese”.

‘Chiusa’ la parte politica, non si può non domandarle sul ‘Caso Cara Mineo’. La questione è ancora ‘calda’, le polemiche sono all’ordine del giorno e lei è stato tirato in ballo mesi fa. Come vive questa situazione?

“L’amarezza e’ tanta ma la serenità e’ altrettanta. Oggi tutti sono interpreti seduti comodamente nei salotti. Ricordo bene invece quella stagione quando qualcuno si sbracciava nel mese di luglio ed il ministro degli interni chiedeva aiuto ai Comuni e alle Province per affrontare un Piano per l’emergenza…”.

E poi, onorevole?

“Ricordo la serenità e la trasparenza nel lavoro e nella gestione. Ricordo che con il prefetto Santoro avevamo fatto un piano di accoglienza diffusa ed invece, poi, ‘venne fuori’ la scelta di Mineo. Sono stato dal primo momento al fianco della magistratura, credo nella magistratura e nella sua azione di recidere quel legame tra una accoglienza doverosa e chi ha pensato di sfruttare la difficile situazione del fenomeno migratorio con i tanti immigrati che arrivano sul nostro territorio”.