Sono cominciati, in tutta Italia, i cortei indetti dalla Cgil per protestare contro la manovra anti-crisi del governo, ancora in via di definizione e dal futuro dai contenuti incerti.

In Sicilia, come raccontato in questo post, sono in corso manifestazioni in tutti i capoluoghi di Provincia. Ma naturalmente centro della protesta è Roma, dove il corteo, partito da Piazza dei Cinquecento, arriverà al Colosseo. Lo slogan che lo apre dice: “Abbattiamo il muro della crisi”.

Tra le bandiere di partiti spiccano quelle di Sinistra, Ecologia e Libertà e della Federazione della Sinistra. Un altro cartello recita: “Esercito di politici, avete cambiato il Parlamento per un salotto di alta moda e per un ristorante a cinque stelle”

Alla testa del corteo c’è Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil. “Lo sciopero è contro una manovra assolutamente ingiusta, e com’è sempre più evidente in queste ore, assolutamente irresponsabile”, ha detto.

A Palermo, invece, c’è Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, che ha detto: “Ancora una volta i moniti della comunitàà europea indicano che abbiamo un governo allo sbando e non credibile. Con lo sciopero si chiede un cambiamento e serietà di fondo nel rispetto del Paese. Oggi è una straordinaria giornata che porta in piazza anche iscritti ad altri sindacati. Noi comunque non abbiamo intenzione di fermarci, la nostra iniziativa non si conclude oggi”.

Sciopero che, come raccontato ieri, non trova d’accordo né la Cisl (il segretario regionale Bernava ha detto che è “inutile”) né la Uil.

Contattato da BlogSicilia, infatti, Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, ha affermato che si tratta di uno “sciopero fuori tempo massimo. Rispettabile e legittimo ma pur sempre politico, che non inciderà sulla manovra“.

Convinto che gli scioperi non si organizzano per “manifestare il dissenso nei confronti di un governo senza la possibilità di raggiungere risultati concreti“, Barone ha ribadito che “quanto deciso dalla Cgil corre il rischio di essere inefficace, perché non mette sul campo proposte. Insomma, non è una protesta ‘sindacale’ ma ‘politica’”.