“Una risposta per nulla soddisfacente, che attesta il disinteresse del ministero ad un problema enorme per i comprensori di Cefalù e Termini Imerese”. E’ delusa la deputata M5S alla Camera, Giulia Di Vita, dalla risposta del sottosegretario alla Sanità De Filippo alla sua interrogazione sulla paventata chiusura del punto nascita di Cefalù.

“Non è che da questo governo ci aspettassimo mirabilie – afferma la deputata – ma almeno il minimo sindacale c’era dovuto. Ci aspettavamo che il ministero si documentasse, magari con una visita negli ospedali interessati. E invece l’esecutivo si è limitato a ribadire le misure già intraprese, che nel breve periodo sedano la questione, senza però prospettare una vera soluzione al problema”.

L’esponente di M5S ritiene “cervellotico mettere in competizione due strutture ospedaliere, come quella di Termini Imerese e di Cefalù. Desta notevole preoccupazione l’attività di verifica e monitoraggio dei volumi produttivi dei due presidi ospedalieri, che, grazie al ministero, si ritroveranno a farsi una vera e propria guerra fino al 2016”.

Secondo Di Vita “con la chiusura di uno dei due punti nascita si negherà a centinaia di future madri siciliane la possibilità di trascorrere la gravidanza a casa propria, e se lo faranno, ciò avverrà a proprio rischio e pericolo, senza avere la certezza di riuscire a raggiungere agevolmente il punto nascita più vicino, che potrebbe essere addirittura a 60 minuti di distanza”.