Non è stato solo Gianni De Gennaro, a sentirsi leso dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimno, finito di recente in cella, perchè la procura di Palermo ipotizza nei suoi confronti il reato di calunnia proprio ai danni dell’ex capo della polizia. A sentirsi offesi dalle affermazioni del figlio di ‘Don Vito’ sono stati, in ordine di tempo, Nicola Mancino , Carlo Vizzini, Enrico La Loggia, il Pm Giusto Sciacchitano e il già citato De Gennaro.

Lui, che dal 13 dicembre del 2007 ha iniziato a raccontare tante cose, prima a ‘Panorama’ e poi ai Pm di Caltanissetta, Palermo e Firenze, dal canto suo, si è sentito leso dal colonello Sergio De Caprio, il famoso ‘capitano Ultimo’ e dal capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. E ha presentato querela. Allo stato ( fatta eccezione per De Gennaro) non si hanno notizie di conclusione delle relative indagini in cui Ciancimino era parte offesa o in veste di ‘accusato’ da chi ha ritenuto lesive le sue dichiarazioni.

Il primo a presentare un esposto alle procure di Caltanissette e Palermo, per ‘tutelarsi’ dopo le affermazioni di Ciancimino Jr, è stato l’ex vice presidente del Csm, Nicola Mancino. “Quando si parla di pezzi dello Stato bisogna indicare nome e cognome e bisogna anche avere prove, prove certe. Non si possono mettere in prima pagina persone che nella loro attivita’ politica e di governo hanno dato il meglio di se’” disse Mancino.
A varcare l’ingresso della procura di Palermo, il 14 marzo del 2009, è stato il senatore Carlo Vizzini che ha querelato Ciancimino Jr per calunnia dopo aver letto un articolo su ‘la Repubblica’ che riportava alcune affermazioni del figlio di ‘don Vito’. ”Non conosco il signor Massimo Ciancimino dal quale, dunque, non posso mai avere ricevuto nulla, così come non ho mai avuto rapporto alcuno con suo padre. Ho però dedicato buona parte della mia vita e della mia attività parlamentare – disse Vizzini – prima a demolire il sistema politico-mafioso, costruito dal signor Vito Ciancimino, e poi a combattere la mafia e tutti i detentori dei patrimoni mafiosi”.

Il 13 gennaio del 2010 fu la volta di Enrico La Loggia, vice Presidente del gruppo del PdL della Camera dei Deputati. “Mi auguro solo che Ciancimino abbia confuso il mio nome con quello di qualcun altro. Comunque lo querelo. Non ne posso piu’ di vedere il mio nome oggetto di calunniose e infamanti affermazioni” disso dopo essere stato chiamato in causa per una presunta tangente che gli sarebbe stata versata dall’imprenditore Romano Tronci.

L’8 febbraio del 2010 fu la volta di un magistrato palermitano, Giusto Sciacchitano che diede mandato al suo legale, di sporgere querela per diffamazione contro Massimo Ciancimino. Sciacchitano ritenne lesive della sua dignità le dichiarazioni fatte da ‘Jr’ al processo al generale dei carabinieri Mario Mori. Ciancimino, quel giorno, aveva sostenuto di avere ricevuto dal magistrato pressioni, attraverso l’avvocato Gianni Lapis, affinchè tenesse fuori dall’indagine per ricilaggio in cui era coinvolta la società Gas. “Dimostreremo la totale falsità delle accuse” fece sapere il magistrato.  Poi il 4 dicembre del 2010, fu De Gennaro, a presentare alla procura di Caltanissetta denuncia per calunnia nei confronti di Ciancimino.

Dal canto suo Massimo Ciancimino il 6 novembre del 2009 ha agito per tutelare la propria immagine nei confronti del capitano ‘Ultimo’. Avendo appreso che il figlio dell’ex sindaco aveva rivelato che Totò Riina fu catturato perchè ‘venduto’ da Provenzano, De Caprio definì Ciancimino “un servo di Riina”. “Ciascuno ha il diritto di esporre il proprio pensiero – disse Ciancimino – ma le offese sono un’altra cosa. E alzare inutili polveroni non serve a nessuno”.
Infine, il 17 marzo la querela di Massimo Ciancimino contro Maurizio Gasparri. “Il Senatore ha detto che sono ‘delinquente’ e ‘inattendibile’, cosi’ come in altre occasioni ha avuto modo dire che sono ‘mafioso’ e ‘criminale’ o che le mie dichiarazioni alle Procure sarebbero ‘deliranti’ e ‘farneticanti’, definendomi ‘pseudopentito’. Non è la prima volta – ha aggiunto Ciancimino – che Gasparri si avventura in dichiarazioni offensive e completamente inventate. Per questo motivo ho dato mandato all’avvocato di sporgere querela nei suoi confronti”.
Adesso si attende l’esito di tutti i procedimenti.