I primi tre giorni del festival internazionale del Cinema di Frontiera, oggi al traguardo del suo X anno di attività, hanno regalato emozioni di altissimo livello, confermando la manifestazione ideata da Nello Correale una delle poche in Sicilia che coniuga enorme riscontro in termini di pubblico, con l’alta qualità delle proposte.

Migliaia di spettatori, amanti di cinema e addetti ai lavori, hanno invaso la cittadina siracusana, dando cosi una forte spinta a quel “turismo culturale” ormai risorsa preziosa della contea.

L’inaugurazione ufficiale del festival è stata affidata a Roy Paci, curatore dei live della sezione Cinema & Musica, che ha aperto dirigendo la Banda di Augusta sui temi musicali cari al Cinema: Ennio Morricone e Nino Rota i compositori delle partiture intramontabili eseguite sul palco. La stessa Banda ha introdotto il concerto con una parata nell’antico borgo di pescatori, richiamando suggestioni di pellicole storiche che hanno avuto la piazza e i vicoli di Marzamemi come location.

Abbiamo voluto rafforzare la tematica tradizionale del festival – afferma Nello Correale, ideatore e direttore artistico insieme a Sebastiano Gesù – da sempre attenta al legame e alla contaminazione tra Cinema & Musica, invitando Roy Paci a proporre una sezione di live che facesse da contorno alla selezione di film introvabili che hanno la Musica come elemento principe, protagonisti della sezione in piazzale Balata. La Musica scritta per il Cinema ma che vive anche fuori del Cinema.

Tra i film in concorso, tutti provenienti da quelle parti del Mondo “di frontiera”, ricercate tra le produzioni di qualità lontano dalle logiche del mercato cinematografico e di difficile circuitazione, tantissime le produzioni già pluripremiate. Una “frontiera dell’Anima”, che attraverso il grande schermo, il fuoco sacro del Cinema, perlustra la poetica di mondi diversi.

Un festival “glocal”, ponte naturale tra la nostra cultura e le culture del Mediterraneo, con l’obiettivo di portare lontano ciò che è vicino e vicino ciò che è lontano: Messico, Iran, Mali, Kazakisthan, Romania, Egitto i paesi protagonisti, a determinare lo spirito internazionale e di ricerca del festival.

Film in concorso alla caccia dell’ennesimo premio, ma anche premi a riconoscimento del valore della creatività della produzione che sostiene con coraggio il Cinema d’Autore e di qualità: nella serata di sabato 24 luglio il premio al produttore è stato consegnato a Valerio De Paolis, in rappresentanza della BIM. La filosofia del pensiero della BIM ben si sintetizza con le parole di Antonio Medici, fondatore e amministratore unico della società oggi al suo XXV anno di attività. “Un cinema di pensiero, divulgativo e che affronta temi sociali e parla della realtà. Un cinema spesso non facile ma che è l’unico che pensiamo valga la pena di fare.”

Potenziate le sezioni, cosi come la durata del festival pressoché raddoppiata. Nei nove giorni di programmazione, oltre i tradizionali fil e corti in concorso, un aspetto importante è dedicato allo scambio e il contatto tra i protagonisti del festival e il pubblico: Chiacchiere sotto il fico, spina dorsale del festival, è la sezione di incontri con gli autori che permette di approfondire gli argomenti delle visioni proposte, i trucchi del cinema, ma anche occasione di presentazione editoriali, incontri con giornalisti ed esperti di cinema.

“Chiacchiere – sottolinea Sabina Minardi, coordinatrice della sezione – a suggerire la leggerezza e il carattere informale degli incontri, sempre incentrati su temi e personaggi “di frontiera”, di provocazione, di anticonformismo, straordinaria tematica del Cinema di Frontiera. La sezione è stata aperta da Turi Pintaldi, con la presentazone del suo libro Racconti Corsari.

“Sono doppiamente contento – afferma Turi Pintaldi, organizzatore del festival – di presentare questa mia seconda avventura editoriale all’interno del festival”. All’incontro, teatro anche della presentazione del festival, presente anche Paolo Bonajuto, sindaco di Pachino, da quest’anno partner istituzionale del festival.

“L’amministrazione comunale di Pachino”, ha affermato Bonajuto nel suo intervento, “non solo vuole sostenere il festival, tra le più importanti risorse culturali e turistiche dell’isola, ma vuole fare cultura promuovendo lo scambio culturale tra i popoli.

Per questo il finanziamento concesso non è inteso come semplice contributo, ma è inserito in un nuovo capitolo di spesa del bilancio comunale, per garantire al festival una continuità e una crescita costante.

Un nuovo spazio comunale inoltre, il palmento Rudinì, ora restaurato e di proprietà del comune, è sede di una importante sezione del festival: le retrospettive di Alejandro Jodorowsky e Guy Maddin e il focus del Cinema Rumeno. Sono allo studio con il Cinecircolo Baia delle Tortore – associazione che organizza il festival – una serie di attività didattiche rivolte ai giovani delle scuole di Pachino, per diffondere il la cultura cinematografica e le culture dei Popoli ai giovani del territorio”.

Le chiacchiere sotto il fico, ha ancora in programma personaggi del cinema tra i quali: domani martedi 27 luglio Maurizio Nichetti, qui in veste di ospite speciale nonché presidente della giuria dei film in concorso; Pietrangelo Buttafuoco, che è intervenuto domenica 25 luglio su Il gusto della provocazione: le frontiere del linguaggio; Carlo Siliotto, autore “dell’unico attore che non si vede”, le musiche per il cinema, che interviene su Musica di frontiera: un viaggio tra le sonorità dei popoli; Arnaldo Colasanti dialoga sulle nuove frontiera della letteratura in occasione della presentazione del suo libro La prima notte solo con te.

E la notte, dopo la carellata di film, corti, documentari, in concorso e fuori concorso, la sezione Marzamemotion, altra novità di questa X edizione del festival, apre le porte del cortile agli amanti delle ore piccole e delle danze: djset ricercatissimi, spesso con interazioni visual, accenderanno le danze fino alle prime luci del giorno che illuminano il suggestivo borgo di Marzamemi.

Foto: Andrea Pomini