Cinque giorni di vacanza per Natale e il tempo per riposare e riordinare le idee. Dopo la bocciatura (o meglio, tecnicamente, la mancata approvazione) del Dpef, i novanta di sala d’Ercole si ‘premiano’ con l’allungamento delle vacanze di Natale. Sarebbero, infatti, dovuti rientrare al lavoro lunedì per affrontare l’avvio della sessione di Bilancio in Commissione, ma, saltato il Dpef, hanno deciso di prendersi un giorno in più.

Giorno che serve a raccogliere le idee e magari pensare come evitare un’altra, l’ennesima, figuraccia, dopo le tante messe insieme fino ad oggi.

Il balletto del ‘non è successo niente’ in realtà è cominciato subito con qualche assessore e qualche deputato di maggioranza a sostenere che il Dpef non è mai stato bocciato. Lo stratagemma tecnico sta in due dettagli procedurali. In primo luogo il fatto che lo stop è arrivato a seguito della bocciatura degli ‘allegati’ al documento ovvero quegli impegni non asunti dal governo. Il secondo stratagemma sta nei numeri. Non è stata una bocciatura ma un pareggio. ventuno sì e ventuno no con tre astenuti. Dunque non una bocciatura ma una mancata approvazione.

La sostanza non cambia: il documento è fermo. L’unico passo concreto lo hanno fatto il capogruppo del Pd Alice Anselmo e il Presidente della Commissione Bilancio (eletto dall’opposizione) Vincenzo Vinciullo. Il loro ordine del giorno proposto oggi aggiunge le richieste provenienti dal Megafono che ora si dice pronto a votarlo dopo aver fatto saltare il primo documento con la propria astensione.

Ed ecco, dunque, il calendario dei lavori che probabilmente delibererà la capigruppo. Martedì 29 (e non più lunedì) alle 14 si riusnisce la conferenza dei capigruppo per stabilire l’ordine dei lavori della sessione di bilancio. Alle 16, invece, si riunisce l’aula che voterà il nuovo ordine del giorno recependo come rccomandazioni al governo tutte le richieste che non sono state soddisfatte nel Dpef. L’aula, poi, metterà mano al documento triennale e dovrà approvare anche l’assestamento di bilancio per il 2015 senza il quale è impossibile andare avanti e pensare al 2016.

In discussione ci sono, con lavori avviati oggi, il Disegno di Legge che stanzia 2,5 milioni di euro per salvare la Società Riscossione Sicilia, che si trova in una situazione debitoria difficile e il Disegno di Legge che stanzia le risorse necessarie per poter firmare l’accordo di programma quadro con Trenitalia.

“L’Auspicio – dice il presidente della Bilancio Vincenzo Vinciullo – è che la prossima settimana l’Assemblea possa approvare entrambe le norme, in modo che si possa concludere una pagina tra le più vergognose della storia siciliana, perché siamo rimasti l’unica regione a non aver firmato l’accordo per quanto riguarda i treni e salvaguardare una società importante come Riscossione Sicilia”.

Ma ammettendo che ciò avvenga, pi dovrà iniziare l’iter di bilancio e finanziaria 2016 nelle commissioni di merito che dovranno dare i termini per gli emendamenti. Se anche si incardinassero questi lavori al mattino del 31 dicembre, la trasmissione alla Bilancio non potrebbe avvenire prima di lunedì 4 o martedì 5 gennaio. Sempre ammesso che nel frattempo siano arrivati i testi corretti e completi dal governo all’Ars che fino ad ieri non c’erano.

La bilancio, dunque, nella migliore delle ipotesi tratterà i documenti contabili a partire da giovedì 7. Se anche la Commissione lavorasse a ritmo serrato e senza incidenti l’avvio in aula non potrà avvenire prima di lunedì 11 o martedì 12 gennaio, con un ritardo consistente’ su leggi, norme, procedure e perfino buon senso.

Per far tutto ciò la Regione resterà con i conti, la spesa, gli stipendi, i fornitori, i contributi, le attività paralizzate per assenza di validi documenti contabili. Una violazione dello Statuto senza conseguenze sia perché non c’è più chi controlla dall’abolizione del Commissario dello Stato, sia perché le procedure burocratiche son abbastanza lunghe per una eventuale sanzione e arriverebbero a soluzione probabilmente trovata divenendo inefficaci. Tutto questo per evitare un esercizio provvisorio che, comunque, resta sempre lì dietro l’angolo. Basterà un qualsiasi incidente di percorso per dovervi ricorrere. A meno di non scegliere si proseguire sulla strada del blocco totale dell’amministrazione