Lo sciopero della Cgil in Sicilia è stato un fallimento. Lo sostiene la Cisl che ha diffuso i dati rilevati in mattinata nei luoghi di lavoro.

A incrociare le braccia, infatti,  sono stati solo il 4% degli addetti della raffineria di Gela e dell’Eni di Siracusa, e il 2% nell’Isab di Priolo e nella raffineria di Milazzo.

Sul fronte degli uffici pubblici, ha aderito allo sciopero appena l’1,55% dei dipendenti delle autonomie locali (861 su 55.383), l’1,02% dei lavoratori della sanità (450 su 44.208) e il 4,31% di quelli de ministeri (316 su 7.339).

Neppure un lavoratore dei teatri siciliani si è astenuto dal lavoro. Lo hanno fatto, invece, l’1,43% dei postali; meno del 2% degli addetti della grande distribuzione; il 3,33% (quattro unità) dei 120 dipendenti della Coca Cola di Catania e 6 dei 100 occupati nello stabilimento etneo del latte Sole.

Inoltre, ha scioperato il 13% dei dipendenti delle Ferrovie; il 5% di quelli impegnati delle sedi regionali Telecom; il 10% dei 510 lavoratori di Fincantieri Palermo e solo 25 dei 240 occupati all’Italtel di Carini.

Maurizio Bernava, segretario regionale, ha così commentato: “Il quadro conferma, per un verso l’inconcludenza e la strumentalità politica della manifestazione, per l’altro l’irresponsabilità del gruppo dirigente Cgil, che spaccando il mondo del lavoro ha fatto da eco all’analoga irresponsabilità della classe politica del paese”.