Lo si diceva da due settimane, adesso è ufficiale. Roma è pronta ad impugnare la riforma delle x province siciliane che da vita a tre Città metropolitane e ai Liberi Consorzi di Comuni.

Nonostante la missione romana dell’assessore Giovanni Pistorio il Ministero ha formalizzato i suoi rilievi e lo ha fatto, anzi, proprio mentre Pistorio a Roma cercava il confronto. I motivi dell’impugnativa sono quelli ipotizzati proprio dall’assessore Pistorio in una intervista dell’altro ieri a BlogSicilia: la Riforma nazionale è intesa dal governo come ‘grande riforma di sistema’ e come tale si applica automaticamente anche alle Regioni a Statuto Speciale.

I rilievi sono solo il primo passo, Roma assegna a Palermo un termine per adeguarsi. Se Palermo non cancellerà la propria legge recependo la Delrio il prossimo 6 o 7 ottobre il Consiglio dei Ministri solleverà il conflitto davanti la Corte Costituzionale.

A Palermo la maggioranza si spacca in due fra falchi e colombe. C’è chi vuole trattare e modificare la legge siciliana adeguandola alla Delrio ma senza cancellarla. una sorta di ‘via di mezzo’ per proseguire sul percorso intrapreso, magari ritardandolo, ma per avere una norma che rispetti i criteri romani ma sia regionale e non caduta dall’alto.

Ma c’è anche la tesi dei falchi convinti che quella di Roma sia una intrusione indebita in materia di esclusiva pertinenza regionale e vuole andare avanti e resistere davanti ai giudici della costituzione. in questo caso le elezioni di novembre non verrebbero sospese e la legge proseguirebbe il suo iter in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale.

Fra i falchi c’è anche il Presidente della Regione, pronto ad aprire un nuovo fronte di contenzioso con Roma ma le colombe gli ricordano che uno scontro in ottobre proprio mentre si tratta sul bilancio potrebbe avere effetti devastanti