La riforma dei Comuni è una risposta ai processi di urbanizzazione che stanno cambiando il mondo e chiama le amministrazioni comunali delle grandi città a importanti sfide. La nascita delle città metropolitane consentirebbe la nascita di organismi democratici, adeguati rispetto alla loro vivibilità”.

Mentre in Sicilia le province barcollano, i consorzi spingono e le aree metropolitane attendono ordini, il sindaco di Palermo da Firenze si fa strada tra i conflitti di interessi dei tanti attori pro e contro le riforme invocando “pieno riconoscimento ed applicazione” rispetto al nuovo assetto che “ha già trovato risposta in Francia, Germania e Gran Bretagna ed è ora che lo trovi nel nostro Paese”.

Intervenendo all’assemblea dell’Anci, Leoluca Orlando ha aggiunto: “Sono davanti agli occhi di tutti i disservizi e gli sprechi di gestioni spezzettate tra enti diversi. L’istituzione delle città metropolitane è una esigenza che riguarda le grandi città a prescindere dall’eventuale adesione dei Comuni confinanti”.

Secondo il sindaco, non sarebbe inoltre possibile accettare la proposta che vuole le città metropolitane come Enti di secondo grado, con organi scelti senza la partecipazione democratica dei cittadini. “Sarebbe la negazione della elezione diretta dei sindaci – ha puntualizzato – che proprio qui a Firenze il presidente Giorgio Napolitano ha ricordato essere stata negli ultimi decenni la più significativa innovazione democratica e istituzionale”.