Lo scontro istituzionale si è appena sfiorato, ma i mugugni di Palazzo degli Elefanti hanno attraversato comunque tutta l’Isola fino a bussare dalla parti della Presidenza della Regione. Il caso è quello della proroga del commissariamento del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania e soprattutto della sede vacante lasciata dal cda. C’è una novità, anzi una  fumata (quasi) bianca: a quanto pare il governo regionale ha provveduto a nominare i componenti del Consiglio d’amministrazione dell’ente lirico catanese.

Secondo quanto appreso da BlogSicilia, mancherebbe solo il rappresentante della ex Provincia Regionale di Catania, mentre il violoncellista Giuseppe Calanna, eletto nel 2011 dai colleghi, è il componente che fa riferimento alla rappresentanza dei lavoratori.

Sarebbero già stata individuati anche i riferimenti del Comune, secondo rumors provenienti dal capoluogo, si dovrebbe trattare della musicologa Maria Rosa De Luca e del giornalista Filippo Cosentino. Ovviamente la presidenza del Cda spetta al sindaco di Catania, quindi ad Enzo Bianco. 

La notizia è stata confermata già in serata con una nota di Palazzo degli Elefanti in cui Bianco ha detto  che la Regione ha nominato “persone non soltanto di grande livello, ma rappresentanti della società civile innamorate del teatro”.

L’ultima riunione di un consiglio d’amministrazione del Teatro Bellini risale addirittura al settembre 2009 con la seduta che decretò le dimissioni di tutti i componenti. Iniziò così una lunga stagione di commissari, sia straordinari che ad acta, che ha attraversato due governi regionali: quello di Raffaele Lombardo e l’attuale guidato da Rosario Crocetta.

Proprio ieri sia Bianco che Sebastiano Arcidiacono, vicepresidente vicario del Consiglio comunale, avevano bollato la scelta della proroga come uno ‘sgarbo alla città’ un chiaro segnale che poteva aprire una crisi fra palazzi: Regione e Comune di Catania. Un’ipotesi che con le nomine di oggi sembra essere scongiurata.

Il Teatro Bellini è al centro di una complessa crisi economica che ha portato i lavoratori ad azioni eclatanti come scioperi e manifestazioni di protesta eclatanti.

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