“La sentenza certifica l’uso scriteriato che i politici fanno dei soldi pubblici. Mentre le famiglie siciliane si impoverivano con la crisi, loro
utilizzavano i fondi pubblici in modo del tutto improprio, sottraendo risorse alla collettività. La restituzione dei soldi alla Regione non basta: chiediamo ora al segretario generale della Regione siciliana Patrizia Monterosso di dimostrare dignità e rispetto verso i cittadini della Sicilia, rassegnando immediatamente le proprie dimissioni”.

Lo dice il segretario nazionale Codacons Francesco Tanasi, all’indomani della condanna in appello da parte della Corte dei conti, del Segretario generale della Regione siciliana che dovrà risarcire l’Amministrazione di quasi 1,3 milioni di euro per la vicenda degli extrabudget nella formazione professionale.

Ma fra le sue esternazioni di oggi Rosario Crocetta ‘assolve’ la Monterosso derubricando a poco più di una multa la condanna della Corte dei Conti “Bisogna distinguere le condanne penali da quelle amministrative. non è il primo funzionario che subisce una censura dalla Corte dei Conti. Un funzionario può sbagliare e quando sbaglia paga il conto. Se sciogliessi il suo contratto mi esporrei ed esporrei la Regione ad una causa milionaria perchè non esiste elemento utile al ‘licenziamento’ dall’incarico”.

Crocetta in questa sua valutazione dimentica che proprio la segretaria generale deve procedere al recupero delle somme nei confronti dei soggetti condannati dalla Corte dei Conti. Si profila, dunque, una anomala situazione nella quale il segretario generale dovrà agire nei confronti di se stessa per recuperare quasi 1 milione e 300 mila euro