Nonostante quattro denominazioni di origine protetta e oltre trenta formaggi tipici e tradizionali la Sicilia nel 2014 ha importato oltre 84 milioni di euro di prodotti lattiero-caseari e ne ha esportato circa 15 milioni. Un dato che fotografa la situazione della zootecnia regionale rilevato nel giorno del “cheese test”, l’iniziativa che stamani nel padiglione Expo ha visto maestri caseari creare una vera e propria performance del Ragusano Dop mostrando tutti i passaggi della produzione che ingloba arte, cultura, storia, tradizione ma anche modernità e salubrità.

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“Sebbene il nostro ventaglio produttivo abbia sapori tali da soddisfare tutti i gusti dei consumatori – commentano il presidente e il direttore della Coldiretti regionale, Alessandro Chiarelli e Prisco Lucio Sorbo – si preferiscono prodotti insapore che arrivano da tutte le parti del mondo comprese quelle dell’Est Europa. I nostri formaggi sono sani, genuini, tracciati, gustosi. In ogni forma c’è la storia e l’arte di lavoratori che in questo comparto continuano a scommettere a credere. Preferire un anonimo spalmabile significa contribuire a spopolare le campagne, a far crescere la disoccupazione, a disperdere la storia zootecnia regionale”.

Negli ultimi anni anche i prodotti regionali hanno subìto un abbassamento di prezzo notevole ma purtroppo, anche a parità di costo, si sceglie il prodotto industriale. “Bisogna sempre guardare l’etichetta per rendersi conto di cosa si consuma – concludono Alessandro Chiarelli e Prisco Lucio Sorbo. Solo scegliendo siciliano e italiano si salvano la nostra economia e la nostra storia”.

Alcuni dei formaggi tipici e tradizionali sono ainuzzi, belicino, caci figurati, caciocavallo, caciocavallo siciliano, caciotta degli Elimi, formaggio di Santo Stefano di Quisquina, maiorchino, provola dei Monti Sicani, provola dei Nebrodi, provola delle Madonie, piddiato, primosale, tuma e tumazzu di vacca.

E proprio il Ragusano Dop potrebbe presto raggiungere gli Emirati arabi grazie alla Coldiretti siciliana  che oggi a Milano ha prodotto con i maestri casari uno dei formaggi più apprezzati al mondo. L’emiro  oltre a gradire il sapore unico del prodotto ibleo ha manifestato l’intenzione di comprarne una buona quantità.

“Nella giornata del latte che la Coldiretti ha organizzato a Milano è stato attestato che la Sicilia mantiene il primato qualitativo – afferma ancora Chiarelli – . L’emiro non è l’unico ad aver manifestato apprezzamento per un prodotto che insieme agli altri formaggi italiani combatte contro i falsi che rovinano le nostre produzioni. Si aprono nuovi canali nelle economie emergenti”.