Si potrebbe dire che i siciliano stiano metabolizzando il lutto, ma il giorno più brutto è quello appena cominciato. Il quadro sembra apocalittico, ma del resto dopo la chiusura della tratto della Palermo-Catania, a causa del cedimento di un pilone del viadotto Himera, la Sicilia è spaccata in due. Anche perché non esistono alternative valide al trasporto su gomma o su rotaia.

Certo sono stati già diramati i percorsi alternativi, ma alcune delle strade in questione hanno dovuto fare recentemente i conti con frane e smottamenti. Ecco perché oggi, lunedì, è il giorno più brutto quello che farà prendere coscienza della gravità della situazione anche quanti utilizzano poco l’A19, un’arteria sulla quale passano merci e prodotti che finiscono sulle tavole di tutti e che quindi contribuisce a reggere il pil della Sicilia.

Il cedimento del pilone è avvenuto nel week-end con una situazione di traffico decisamente meno intensa rispetto ai giorni feriali. Oggi, infatti, tornano a circolare i mezzi pesanti e gli abituee della Catania-Palermo (ad esempio corrieri, padroncini e agenti di commercio) che dovranno cimentarsi nei percorsi alternativi che sono divenuti giocoforza le strada maestre.  Il deputato di Sel, Erasmo Palazzotto, è stato fra i primi ad imbattersi nella nuova viabilità che allaccia le ‘due Sicilie’, un tour domenicale documentato anche su Twitter.

Palazzotto ha percorso l’autostrada in direzione Catania fino allo svincolo di Scillato poi si è inerpicato sulla statale 643: “Ho contato una decina di frane, una particolarmente importante – racconta il parlamentare – ma il dato che amareggia soprattutto i cittadini di Polizzi è che una parte della strada è stata riaperta solo dopo ciò che accaduto in autostrada. In pratica il fango che ostruiva la carreggiata è stato rimosso solo adesso”.

Il palermitano Erasmo Palazzotto calcola che per raggiungere Catania occorrono ’60 minuti in più in condizioni di traffico regolare’.

“Il problema più serio – spiega il deputato – è quello della sicurezza: la 643 in alcuni tratti non è illuminata e ci sono punti in cui si marcia a senso unico alternato proprio perché interessati dalle frane causate dal maltempo. E’ una situazione surreale…”

La strada in questione, con ogni probabilità, d’ora in poi sarà adoperata da padroncini, pendolari e agenti di commercio, che dovranno prestare ancora più prudenza dando sempre un’occhiata alle previsioni meteorologiche, quel maltempo che ha causato così tanti guai sulla Statale 643.

I mezzi pesanti, invece, allungheranno considerevolmente le percorrenze sfruttando soprattutto la Catania-Messina e immettendosi poi sulla Messina-Palermo.

Intanto per ovviare al disagio si immaginano delle corse aggiuntive sulla tratta ferroviaria che allaccia, su un binario e fra mille peripezie, il capoluogo alla città dell’Etna, mentre proprio da Catania arriva la proposta del sindaco Enzo Bianco che immagina dei collegamenti aerei che potrebbero essere curati da Ryanair.

L’Anas entro questa settimana redigerà il piano che prevede la demolizione del viadotto danneggiato (in direzione Catania) che, cedendo, si è appoggiato sulla corsia opposta spostando la struttura di qualche centimetro. L’idea, come è noto, è quella di rendere fruibile il più presto possibile e nei due sensi di marcia la corsia autostradale Catania-Palermo.

Sul caso del pilone autostradale e sulla frana che ne avrebbe causato il cedimento Erasmo Palazzotto rilancia l’idea di un commissario straordinario per il dissesto idrogeologico: “Certo, – conclude Palazzotto – innanzitutto vogliamo sapere chi era l’incaricato al controllo di quella frana, perché non vorremmo che fosse poi il responsabile della ricostruzione”.