La spesa per chi non può permettersela. Anche quest’anno il Banco Alimentare della Sicilia con 8.180 volontari  ha accolto nei 741 punti vendita che hanno aderito alla Colletta (anche se il Banco lavora tutto l’anno e ogni giorno è quello utile per “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”) quanti hanno comperato beni alimentari per i bisognosi. 

A Catania ha spinto il carrello in un supermercato anche l’arcivescovo Salvatore Gristina che ha indossato la pettorina gialla dei volontari.

«È una sorpresa vedere come tutti ci lasciamo coinvolgere – ha esordito il prelato poco prima di iniziare la spesa – a significare che la condivisione è un elemento molto importante della nostra identità. Tanti sono i motivi per cui dobbiamo condividere, ci sono motivazioni umanitarie molto belle davanti alle quali non possiamo restare indifferenti, persone che abitano anche lontano da noi ma che sono in mezzo a noi come quelle che soffrono la difficoltà e la crisi di questi periodi. Per questo è importante condividere.

«È bello vedere tanti giovani e tanti ragazzi che si spendono e, accanto a loro, i meno giovani – ha aggiunto Mons. Gristina guardando Pina Indiogene che tanto si impegna per le famiglie più povere del quartiere Cappuccini – che si spendono per il prossimo ma anche per motivare i ragazzi a fare di più.

«Vorrei sottolineare che questa Colletta si svolge a pochi giorni dell’apertura dell’Anno Santo, il Giubileo, l’Anno straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco. Una delle cose che proprio il Papa ci ha proposto è quella di scoprire il significato profondo delle opere di misericordia corporale e spirituali, tra queste ultime c’è quello di dar da mangiare agli affamati e Gesù si identifica con i fratelli e le sorelle che più hanno bisogno. “Avevo fame e mi avete dato da mangiare” ha detto Gesù ma questo potrà essere realizzato quando riusciremo a concretizzarlo nella quotidianità di chi ci sta accanto. È questa la motivazione profonda – ha concluso Mons. Gristina – della condivisione alla quale ciascuno può partecipare, con ciò che il cuore gli suggerisce».