“Avevo comprato una piccola moto per mio figlio che era stato promosso. Doveva essere una sorpresa e lo stavo conservando in un piccolo magazzino che ho nei pressi di piazza Santa Caterina tra via Sant’Alessandro e Cortile Vassallo. Mentre stavo portando il regalo ho riconosciuto un ragazzino che fa sempre il bulletto nella zona. L’ho richiamato e rimproverato. Pochi minuti dopo mi sono ritrovato tre furie che hanno infierito nel mio corpo con bastoni e pietre”.

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Comincia così il racconto di Giuseppe Civiletto, operatore del 118, massacrato a senza pietà da tre persone, due adulti e lo stesso minorenne che aveva rimproverato. L’operatore sanitario ha rimproverato il ragazzino in via Castello nel cuore del centro storico non distante dal conservatorio Bellini perché faceva tanta caciara da fare abbaiare un cane. Era già successo altre volte. Il piccolo ha chiamato in soccorso due uomini, il padre e lo zio, che armati di bastoni lo hanno picchiato rompendogli il setto nasale e colpendolo più volte alle ginocchia.

“Mi hanno picchiato senza pietà. Alla fine non ho capito più nulla. Prima mi hanno colpito alle ginocchia e sono caduto. Poi hanno iniziato il pestaggio violento – aggiunge Civiletto – Il piccolo lo conoscevo. Più volte ha creato non pochi problemi in zona. Imbratta i muri. Picchia i più piccoli. Un piccolo capetto della zona. Se qualcuno però lo rimprovera o lo richiama arrivano in soccorso gli adulti Assurdo essere picchiato in questo modo solo per un rimprovero”.