Dopo un intero pomeriggio di polemiche sulle violazioni delle norme d’aula, in serata l’assessore venuto dal freddo, quell’Alessandro Baccei mandato da Delrio a gestire l’economia siciliana, ottiene il primo risultato: i siciliani pagheranno le addizionali Irpef al massimo per una intera generazione.

E’ stato, infatti, approvato il mutuo da 1 miliardo e 700 milioni di euro che ieri era stato bloccato e rispedito in Commissione per l’assenza della maggioranza e con un blitz delle opposizioni. Il mutuo è, però ricomparso in aula oggi pomeriggio con una forzatura dei regolamenti. per norma una volta tornato in commissione un ddl non può essere rimandato in aula senza una nuova analisi e una nuova calendarizzazione da parte della conferenza dei capigruppo. La presidenza ha, invece, stravolto la decisione di ieri della capigruppo, accangtonato il documento di programmazione economica e riportato in aula il mutuo fra le proteste.

In una Assemblea che ormai calpesta le sue stesse regole questa sera è stato, così, approvato il disegno di legge che autorizza l’accensione di un mutuo da 1,77 miliardi: 37 i voti favorevoli, 3 contrari, 1 astenuto. Anche stavolta molti gli assenti, i 5stelle, alcuni deputati di Fi e il gruppo Lista Musumeci hanno abbandonato l’aula al momento del voto in segno di protesta.

Per sostenere le rate del mutuo la Regione manterrà le attuali aliquote Irap e addizionali Irpef, già ai massimi per i contribuenti siciliani. Proprio su questo tasto hanno battuto i 5stelle nel tentativo di bloccare il provvedimento, poi approvato ugualmente.

Baccei in aula era intervenuto per convincere tutti con la minaccia della chiusura dei rapporti con Roma  “Siamo l’ultima Regione ad approvare il mutuo e non in linea con le direttive Ue, bloccando tutta la Nazione – ha detto Baccei -. La Regione ha gravi problemi di bilancio  che vengono dal passato: qualcuno si è mangiato il fondo per le pensioni ora a carico del bilancio, qualcuno si è mangiato i fondi residui, qualcuno ha assunto a dismisura nelle società partecipate. Il mutuo sana una situazione creata dai governi precedenti e se non fosse approvato la sanità sarebbe commissariata e non perché e in deficit, anzi ha i conti a posto, ma perché la Regione non ha i fondi per finanziarla e di conseguenza il sistema è costretto a indebitarsi con i fornitori, con penali e contenziosi. Insomma saniamo errori grossolani del passato”.

Il primo grande passo è compiuto