“Coerente con il percorso avviato, ho provveduto oggi a revocare le deleghe e le nomine agli assessori, azzerando la giunta. Rimangono in carica il vicepresidente, assessore Lo Bello, che manterrà le deleghe della formazione e delle attività produttive, al fine di evitare vacatio di governo in mia assenza e l’assessore Contrafatto, per ragioni esclusivamente tecniche legate alla sua aspettativa di magistrato”.

Lo annuncia il Presidente della Regione un attimo prima di partire alla voltsa della Tunisia dove doveva restare una decina di giorni che ha, invece, ridotto a due. dopo aver scritto all’alba di aver scelto il percorso meno burrascoso e di proseguire la discussione con i partiti lasciando intendenre che nulla sarebbe cambiato in questio giorni, cambia idea e azzera tutto

“La scelta – dice il presidente – non era più rinviabile e l’azzeramento vuole accelerare i tempi del nuovo governo, legittimando pienamente una squadra, in una fase in cui occorre procedere al confronto con il governo nazionale sul risanamento dei conti, realizzare velocemente le riforme, certificare entro l’anno la programmazione europea e avviare la nuova. La Sicilia non può aspettare. Sono fiducioso che i partiti nei due giorni in cui sarò per ragioni istituzionali all’estero, sapranno trovare l’intesa necessaria che richiede la responsabilità del momento”.

“Al mio rientro tutto dovrà essere concluso – aggiunge il governatore – poiché l’azione di governo e quella politica devono pienamente coniugarsi con i tempi, altrimenti il governo e la politica diventerebbero totalmente incomprensibili ai cittadini. Io non voglio diventare incomprensibile e con la chiarezza di sempre continuo a muovermi all’interno delle corde civili e serie che impone la situazione. Al mio rientro nulla potrà essere più rinviato”.

“Ho affidato al segretario del mio partito – dice per evitare che crescano malumori e dissapori per questa scelta – il compito di mantenere con altre forze politiche e i movimenti, le interlocuzioni necessarie e con lui mi raccorderò costantemente in questi giorni”.

“Ringrazio gli assessori uscenti per il lavoro profuso in questi mesi. L’idea di un nuovo rimpasto politico non è stata sicuramente mia ma dettata dal succedersi degli eventi e da varie posizioni politiche. Avete lavorato tutti molto bene e vi ringrazio per il contributo che avete dato e che
sicuramente continuerete a dare, al di là del ruolo che occuperete, a favore della Sicilia. Grazie”.

La scelta di non tenere in giunta ne Baccei ne Gucciardi ma di mantenere la Contrafatto politicamente appare come un vero e proprio schiaffo al renziano Davide Faraone. non regge, infatti, la motivazione legata al fatto che si tratti di un magistrato visto che il rientro nei ruoli della magistratura è nelle cose oggi o fra due giorni. Il segnale è chiaro e suona come una sfida al suo principale oppositore interno che dovrà, adesso, valutare se ritirare l’unico assessore rimastogli, proprio la Contrafatto accettando, dunque, la sfida o piegarsi alle scelte del Presidente.