Nella giornata odierna si è conclusa la finestra temporale per la presentazione delle candidature a Presidente delle tre Città Metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Un passaggio obbligato per chi vuole concorrere a diventare sindaco metropolitano.

Una corsa, però, che quasi certamente sarà del tutto inutile. domani, infatti, all’ordine del giorno dell’Ars c’è il disegno di legge stralcio per rinviare le elezioni di novembre. Questo per dare tempo al Parlamento che dovrà modificare la riforma delle province recependo le indicazioni ministeriali per fermare la procedura di impugnazione sollevata davanti alla Corte Costituzionale.

E uno dei punti contestati è proprio la candidabilità. cambiando la legge saranno diversi anche i soggetti candidabili e dunque si rischia di dover fare tutto di nuovo.

Intanto oggi hanno formalizzato la loro candidatura 35 sindaci del palermitano. “La situazione di confusione sulla normativa inerente le città metropolitane e i liberi consorzi, che abbiamo più volte denunciato come elemento di un complessivo stato di calamità istituzionale,- afferma il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – ha determinato una forte protesta da parte dei sindaci del palermitano che hanno voluto presentare la propria candidatura”.

“Denunciamo con forza – conclude il sindaco – il disprezzo della Regione per il ruolo dei sindaci e delle autonomie locali, vero elemento di contatto sul territorio fra le Istituzioni e i cittadini, e ciò in irragionevole contrasto con la legislazione nazionale”.

Sono sedici, invece, i sindaci del territorio provinciale di Catania che hanno presentato, al Centro direzionale Nuovaluce dell’ex Provincia, la candidatura alla carica di Sindaco di quella Città Metropolitana di Catania. Si tratta di Enzo Bianco, sindaco del Comune di Catania; Antonino Cantali, sindaco del Comune di Maniace; Vincenzo Caragliano, sindaco del Comune di Riposto; Giuseppe Intelisano, sindaco del Comune di Calatabiano; Luigi Messina, sindaco del Comune di Mascali; Antonio Fallica, sindaco del Comune di Pedara; Salvatore Chisari, sindaco del Comune di Ragalna; Salvatore Carmelo Mastroianni, sindaco del Comune di Santa Maria di Licodia; Giuseppe Bandieramonte, sindaco del Comune di San Pietro Clarenza; Salvatore Greco, sindaco del Comune di Santa Venerina; Filippo Filippo, sindaco del Comune di Camporotondo Etneo; Carlo Caputo, sindaco del comune di Belpasso; Carmelo Antonio Corsaro, sindaco del Comune di San Gregorio di Catania; Santi Rando, sindaco del Comune di Tremestieri Etneo; Ignazio Puglisi, sindaco del Comune di Piedimonte Etneo, e Giovanni Leonardi, sindaco del Comune di Mascalucia.

A conclusione dei controlli il collegio elettorale si p autoconvocato per mercoledì prossimo, alle 12, per i successivi adempimenti che, in seduta pubblica, prevedono il sorteggio di assegnazione del numero progressivo per ogni candidato che rappresenterà l’ordine d’iscrizione nelle schede di votazione. Il sorteggio sara’ eseguito al Centro direzionale Nuovaluce di Tremestieri Etneo.

Tutte procedure che costeranno alla collettività se fermate nel giro di una settimana, circa 50 mila euro di soldi pubblici. Ma se si dovesse perdere ancora tempo, con ulteriori passaggi, il prezzo sale a una media di 50 mila euro per ogni riunione di tutte le commissioni fra indennità, straordinari del personale, certificazioni e così via.

Si poteva evitare? Certamente sì. Sarebbe bastato non aspettare 40 giorni per portare in aula una legge stralcio per fare la quale sarebbero bastati 4 o 5 giorni. invece no, oltre un mese di chiacchiere fino ad arrivare a ridosso delle elezioni. tanto pagano sempre i siciliani