Ancora proroghe per il commissario del teatro massimo ‘Bellini’. E ancora rinvii per il consiglio di amministrazione dell’ente lirico. La notizia che il presidente Crocetta avrebbe rinnovato l’incarico al commissario Marcello Giaccone, scaduto il 30 aprile, non è stata accolta bene negli ambienti della politica catanese. In particolare, ha provocato la reazione risentita di Sebastiano Arcidiacono, vice presidente vicario del consiglio comunale di Catania, che parla apertamente di “sgarbo alla città”.

“La proroga del Commissario del Teatro Bellini – dichiara Arcidiacono – sta sempre più assumendo il senso di un grave sgarbo istituzionale del Presidente della Regione nei confronti della città e del sindaco Enzo Bianco, a cui spetta per legge presiedere il C.d.A. dell’ente lirico”.

“Dopo tante scuse circa la presunta inconferibilità/incompatibilità sciolte definitivamente qualche settimana fa – aggiunge – ci si attendeva la nomina dei componenti del C.d.A. di competenza della Regione, consentendo così al Teatro di avere, come prevede la legge, la guida autorevole del sindaco della città. Invece ancora rinvii!”

Il vice presidente del consiglio comunale si appella poi all’assemblea di Palazzo degli Elefanti, di cui richiede “una presa di posizione collegiale di tutto sulla vicenda”. “Presenterò, insieme ad altri colleghi – annuncia – un ordine del giorno al Consiglio comunale affinché si metta fine a questo affronto alla città”.

A gennaio, il sindaco Bianco aveva avuto un lungo colloquio telefonico con Michela Stancheris, assessore regionale al Turismo. In una nota, il primo cittadino aveva allora dichiarato “soddisfazione per l’intenzione espressa dalla Regione di andare al più presto verso nomina del Consiglio d’amministrazione del Teatro Massimo Bellini di Catania”. Nomina che doveva rappresentare la vera svolta e che avrebbe dato, secondo il sindaco, “la possibilità di cominciare a lavorare sul medio e lungo periodo”.

In quella occasione, l’assessore Stancheris avrebbe anche chiarito come “non fosse intenzione della Regione impedire al sindaco di Catania di presiedere il Cda del Bellini come prevede la legge regionale e come avviene anche nelle altre città italiane sedi di enti lirici”.

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