Si stringono i tempi per l’assegnazione ad Amap del servizio idrico nei comuni della provincia di Palermo. Almeno così dovrebbe essere  dopo che la norma inserita in finanziaria che andrà in pubblicazione probabilmente alla fine della settimana, ha deciso la concessione a fondo perduto dei fondi regionali.

Alla luce di tutte le novità l’Ato ha convocato l’assemblea dei sindaci ex Aps, per oggi pomeriggio a palazzo Comitini per la chiusura della procedura di affidamento del servizio.

Un affidamento che, però, potrebbe nuovamente slittare alla luce della lettera di Amap che segue di un’ora circa quella di convocazione dell’assemblea. Amap porta a conoscenza del fatto che “non si sono ancora avverate le condizioni poste con la proposta di affitto della nostra società”.

Una posizione inattesa  che mette in tensione i sindaci che hanno già aderito ed avviato le procedure per uscire dall’impasse in cui si trovano i comuni ex Aps. Secondo la lettera di Amap “Non risulta rilasciato dall’Ato e dal Comuni il titolo legittimante lo svolgimento del servizio da parte di Amap; non risulta disposta l’erogazione delle somme nei confronti dell’azienda; non risulta ripianato il debito nei confronti del fornitore di energia elettrica e non risulta formalizzato l’accordo sindacale in deroga”.

“Si continua con il rinvio accampando motivazioni pretestuose – sbotta l’assessore di Sciara Stefania Munafò, fedelissima di davide faraone e che su questa vicenda interviene ad ogni passaggio – le somme sono state disposte dalla Regione a fondo perduto, come possono essere trasferite prima ancora della definizione del passaggio ad Amap della fornitura? parimenti sono pretestuose le altre motivazioni. Amap si presenti al tavolo di domani con le soluzioni e non per porre ulteriori problemi. Tutte le condizioni poste sono rispettate, occorre solo chiudere procedure e documenti per attivare il conseguente passaggio del servizio con tutti mi conseguenti trasferimenti ad iniziare dalle risorse regionali”.

I tempi ormai sono strettissimi. L’ennesima proroga scadrà, infatti, il prossimo giorno 17 e chiedere ulteriori proroghe appare quantomeno complesso. Il servizio idrico nei comuni interessati, almeno una cinquantina, attualmente è al minimo indispensabile con il blocco di nuove forniture, voltura, servizi di smaltimento acque reflue e perfino difficoltà nella depurazione tanto che sulla vicenda comincia ad focalizzarsi l’attenzione di ambientalisti e inquirenti. una situazione non più sostenibile anche per i 200 dipendenti ex Aps senza stipendio che continuano a garantire il servizio minimo con mezzi propri e opera al momento gratuita

“La riunione di oggi deve concludersi con l’assegnazione del servizio ad Amap – conclude la Munafò – se così non dovesse essere chiederò in maniera decisa alla Regione che proceda a mettere a bando il servizio in tutti gli 82 comuni coinvolti in modo da uscire da questa impasse inaccettabile. Se Amap vuole gestire il servizio ormai deve prendersene carico senza più indugiare o sorgerà il sospetto che questo continua rinviare, precisare e prendere tempo sia finalizzato ad alzare il prezzo. non vorremmo che lo scopo finale sia quello scaricare i lavoratori perchè questo non sarebbe accettabile”.

“Sorprende che l’assessore Munafò non conosca la normativa – risponde la Presidente Amap Maria Prestigiacomo . Naturalmente è libera di chiedere che il servizio venga messo a gara ma questo non potrà avvenire. La Regione deve prima adeguare la propria normativa a quella nazionale. Attualmente gli Ato sono in liquidazione e non sono ancora stati sostituiti da nuovi soggetti. Noi speriamo chje riesca a fare la riforma entro settembre, ma fino ad allora non potrà certamente mettere nulla a bando”.

“Per parte nostra – dice la Prestigiacomo – avremo un incontro alle 14,30 prima dell’assemblea dei sindaci nel quale spiegheremo quanto scritto in quella lettera. Non c’è nessun rinvio o motivo per prendere tempo. Se le condizioni saranno rispettate procederemo alla presa in carico del servizio ma bisognerà aspettare comunque la pubblicazioe della finanziaria regionale e il trasferimento dei fondi dalla Regione all’Ato. Nonpretendiamo certoc he li diano a noi prima dell’affidamento. Ma solo quanto i soldi saranno nelle mani dell’Ato noi potremo procedere. A quel punto sarà una questione d’onore fra noi e il Commissario. Proprio questo diremo al Commissario”.

La Presidente Amap precisa a BlogSicilia anche sulle altre richieste “l’accordo in deroga sindacale deve essere ratificato anche agli altri soggetti. E’ stato sottoscritto solo con Aps, il nostro giuslavorista sta verificando se dobbiamo essere presenti anche noi alla firma dell’estensione del patto ma preoccupa soprattutto la situazione della fornitura elettrica. Amap conta su prezzi speciali che sono stati concordati direttamente fra noi e il fornitore elettrico che non potranno essere applicati alle forniture ex Aps se prima non sarà redatto un piano di rientro del debito pregresso e questa per noi è una condizione indispensabile perché vale una differenza di circa 200 mila euro sulle spese di gestione corrente”.

Oggi, dunque, il nulla di fatto sembra scontato visto che, in oggi caso, bisognerà passare da ulteriori ratifiche e probabilmente attendere la pubblicazione della Finanziaria e lo sblocco della cassa regionale per il trasferimento di fondi. Ben che vada serviranno almeno un altro paio di settimane  mentre la proroga scade fra soli 10 giorni