E’ durata fino a notte fonda la difficile trattativa fra ex Aps, Amap di Palermo sindaco di palermo Leoluca Orlando ed una trentina di sindaci ed assessori dei comuni che dipendono, per il servizio idrico, dall’ex Aps, la fallita acque potabili Siciliane, per cercare una soluzione ed evitare l’interruzione del servizio idrico salvando anche i lavoratori dell’Aps.

Sono 42 i comuni che potrebbero restare senz’acqua e 202 i lavoratori che rischiano il posto se non si troverà una soluzione. di proroga in proroga, scaduto anche l’ultimo termine, la soluzione potrebbe passare da una ulteriore proroga di pochi giorni per permettere la chiusura di un accordo che sembra, ormai, quasi raggiunto.

Dopo l’una di notte, infatti, sono finalmente emerse in modo chiaro le condizioni di Amap per rilevare il servizio. L’azienda acquedotto di palermo avrà un nuovo contratto e non subentrerà a quello esistente. Del contratto non faranno parte le sedi Aps in affitto ne le consulenze della fallita società. Dovrà essere rivisto anche l’accordo sindacale che impediva al personale amministrativo di Aps di svolgere le mansioni di letturista e, senza intaccare il livello retributivo, riportare questo personale proprio all’attività di lettura e controllo dei contatori, servizio essenziale da svolgere nei comuni.

Tutte condizioni che sono state accolte. i prossimi passaggi saranno, dunque, un incontro sindacale per rivedere questi accordi, inizialmente previsto per le 11 di stamani, ma slittato alle 14 in attesa della formalizzazione da parte di Amap del nuovo preliminare. Dopo questo passaggio il Commissario potrà presentarsi dal curatore fallimentare a chiedere una proroga ulteriore alla luce dell’accordo in itinere.

Questo incontro, previsto per le 16, dovrebbe aprire la strada per la stipula del nuovo contratto lunedì prossimo davanti al prefetto. il contratto affiderebbe il servizio ad Amap fino a settembre e questi mesi serviranno anche per portare il servizio in house e avviare l’acquisto di quote Amap da parte dei comuni interessati fino al 30% del totale.

Una ipotesi praticabile ma a fronte della quale non sono poche le preoccupazioni da parte dei sindaci e degli amministratori dei comuni minori visto che un accordo sembrava raggiunto già altre due volte con Amap ma è poi sempre saltato per l’irrompere, nella trattativa, di ulteriori temi prima non affrontati.

Sarà, dunque, un week-end di lavoro e di tensione tanto per i 202 di ex Aps quanto per sindaci e curatori