Se il piano di distribuzione dei migranti immaginato dall’Europa entrasse davvero a regime, strutture come il Cara di Mineo, il centro di accoglienza per i richiedenti asilo che si trova a trenta chilometri da Catania, potrebbe non essere più almeno così come lo conosciamo.

L’ipotesi è stata immaginata proprio dal sottosegretario agli Interni, Domenico Manzione che ha incontrato i giornalisti a Catania in occasione di una visita in Sicilia di una delegazione congiunta delle Commissioni Bilancio (Budg) e Libertá Civili (Libe) del Parlamento europeo composta da 18 parlamentari per valutare l’utilizzo dei fondi comunitari per le politiche d’immigrazione e la creazione degli ’hotspot’ per l accoglienza e l’identificazione dei migranti.

Secondo Manzione “il Cara di Mineo può tutt’al più diventare un centro di primo soccorso”. Il sottosegretario spiega che “uno dei pilastri del piano europeo di distribuzione dei rifugiati è l’accoglienza diffusa e il suo obiettivo è quello di evitare ogni tipo di concentrazione”.

Manzione ha rimarcato che con il piano a regime “non dovrebbe esistere nessun tipo di centro di quel genere”.

Parlando poi della visita dei parlamentari Ue in Sicilia, il sottosegretario ha aggiunto: “E’ importante che i componenti di queste due commissioni tocchino con mano che cosa significa la realtà del soccorso in mare, della prima accoglienza, del primo soccorso”.

“All’interno di quel piano – ha concluso Manzione – vi sono due aspetti di rilievo che interessano le due commissioni: quello delle risorse necessarie per poter attuare il piano, e comprendere come puo’ in concreto funzionare il piano che è stato elaborato dall’Europa”.