Sullo sfondo c’è certamente il congresso regionale del Pd che il 16 febbraio dovrà eleggere il nuovo segretario, ma ad agitare gli animi ci pensano anche le inchieste e le parole poco prudenti del Presidente della regione nei confronti del segretario del suo partito.

Forse proprio per questo con un documento in 10 punti, Davide Faraone, che rappresenta i renziani in Sicilia, lancia la sua sfida al Presidente della Regione con uno slogan che sa tanto di campagna elettorale:  “O si cambia o si va al voto”.

Seguendo le orme del suo dante causa, Faraone se la prende con il governo per accreditarsi nel partito. L’esponente del Pd era stato a sua volta attaccato dal governatore, che, in conferenza stampa, aveva detto chiaramente di considerarsi  “l’unico rottamatore” nell’isola. Un modo neanche troppo sottile per invitare proprio Faraone alle dimissioni in virtù del suo coinvolgimento nell’inchiesta sulle spese pazze dei gruppi all’Ars.

“Ci prepariamo al congresso regionale e ovunque sentiamo parlare di rimpasto – scrive faraone -. L’unico rimpasto che noi dobbiamo augurarci è un rimpasto di idee e di programma nella politica regionale”.

A Crocetta risponde pan per focaccia: “Fino ad oggi niente rivoluzione, solo tanta continuità con un passato che non ci piace”. Nel suo ‘crono-programma’, Faraone fa una sorta di lista della spesa “delle cose da farsi subito e delle cose che dovrebbero farsi in 4 anni: una nuova geografia politica, meno costi della politica, meno burocrazia con una Regione trasparente e accessibile con un clic, con la cultura si mangia, jobs act Sicilia, formazione e innovazione, diritti-garanzie e servizi pubblici per ‘la sfida del welfare perfetto’, mobilità e città da vivere, il mare e la terra, fiscalità.

Ma l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela scappare e faraone si lascia andare anche ad uno stoccata riguardante proprio il suo coinvolgimento nell’inchiesta spese pazze e definisce sciacalli coloro che ne parlano “Aspettiamo serenamente che si chiudano le indagini della magistratura, sapremo chi erano i pazzi e chi no. Massima fiducia – dice – se qualcuno ha rubato è giusto che paghi. La cattiveria degli sciacalli è pari alla cattiveria dei mafiosi, noi siamo diversi da loro”

mav