Forse, per ricompattarsi, la maggioranza consiliare aveva bisogno di far nottata. E così è stato: con 26 voti favorevoli – e l’uscita dall’aula di un’opposizione inferocita – la riforma degli asili nido comunali ha visto la luce (è il caso di dirlo) intorno alle cinque di ieri notte, al termine di una seduta estenuante. La delibera proposta dall’assessore ai Servizi sociali Fiorentino Trojano è stata corretta da 13 emendamenti del centrosinistra, compreso quello mirato ad ammorbidire le rette mensili agganciandole al reddito familiare, anticipato ieri mattina da Lanzafame, Vanin, Mastrandrea (Con Bianco per Catania), Saverino (Megafono), Notarbartolo (Pd) e Arcidiacono (Art. 4).

Rispetto alla previsione originaria, la retta minima diminuisce da 75 a 55 euro per il tempo corto e da 195 a 145 per il tempo lungo, con un contestuale incremento dei posti agevolati da 260 a 300, e con un ulteriore pacchetto di detrazioni e sconti. Il costo delle rette aumenta poi, come detto, in base al reddito. L’unico emendamento del centrodestra che ha superato indenne il voto dell’aula fa invece “salire” in graduatoria le famiglie con genitori soli, o disoccupati, o occupati a tempo pieno.

A fronte della soddisfazione dei partiti di maggioranza, persuasi di aver per lo meno migliorato il testo, ci sono i commenti acidi dei gruppi di opposizione. Sul sito personale del capogruppo Manlio Messina, i sei di Area Centrodestra dichiarano: “Vergognosa. Nessun altro termine può essere usato per definire la delibera approvata ieri. Siamo ad un passo dalla macelleria sociale, con rette carissime ed agevolazioni previste per pochissimi fortunati cittadini. La responsabilità è tutta di Bianco e della sua maggioranza, che ha subito supinamente quanto disposto dalla Giunta”.

Per la maggioranza replica Sebastiano Arcidiacono, di Articolo 4: “Abbiamo operato una scelta politica forte, che è quella di riportare gli asili nido all’interno della Pubblica Istruzione, per una cura del bambino non solo assistenziale, ma anzi principalmente educativa. Quanto alle tariffe, andavano coniugate le esigenze di equità con la norma che ci costringe a coprire il 36% del costo del servizio con l’incasso delle rette”.

Ed il sindaco Enzo Bianco commenta: “Voglio ringraziare i 26 consiglieri di Art. 4, Con Bianco per Catania, Megafono e Pd per essere rimasti in aula per dodici ore consecutive, superando i tentativi di allungare i tempi. E’ una delibera di grande importanza, nata dalla necessità di superare la cancellazione degli asili nido imposta dalla scorsa maggioranza nel Piano di rientro”.

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